PRIVACY. Garante vara nuovo piano ispezioni

Nel primo semestre dell’anno sono stati avviati 269 procedimenti sanzionatori e riscossi due milioni e mezzo di euro, con cinque casi in cui sono state contestate sanzioni aggravate perché alcune società avevano ceduto illecitamente intere banche dati ad altre aziende. È un bilancio dell’attività del Garante per la protezione dei dati personali, che ha varato il piano ispettivo per il secondo semestre del 2010: si concentrerà sulle carte di credito, sull’anagrafe dei Comuni, sulle banche dati a fini di marketing e sugli enti previdenziali.

Lo rende noto lo stesso Garante nell’odierna newsletter, nella quale sottolinea che il piano prevede, sia nel settore pubblico che in quello privato, "specifici controlli anche riguardo all’adozione delle misure di sicurezza, all’informativa da fornire ai cittadini, al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, all’obbligo di notificare al Garante nei casi stabiliti l’attivazione di una banca dati. Di particolare rilevanza l’attività di verifica programmata nei confronti dei trattamenti dei dati dei cittadini effettuati dai Comuni a fini di anagrafe della popolazione residente e delle misure di protezione adottate, anche allo scopo di individuare standard tecnologici di sicurezza da prescrivere a tutte le amministrazioni comunali". Sono previsti oltre 250 accertamenti ispettivi che saranno svolti in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza – Nucleo Privacy, cui si aggiungeranno gli accertamenti frutto di segnalazioni e reclami.

Per i primi sei mesi dell’anno, invece, l’attività svolta insieme alle Fiamme Gialle ha riguardato 224 attività ispettive e avviato 269 procedimenti sanzionatori. 40 sono state le segnalazioni all’Autorità giudiziaria. Sono stati riscossi oltre 2.500.000 euro, dei quali 115.000 relativi alla mancata adozione di misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni e aziende, e circa 1.540.000 relativi a mancata o inidonea informativa sia nel settore pubblico che privato. In cinque casi, il Garante "ha contestato – si legge nella newsletter – la sanzione aggravata per aver commesso più violazioni in relazione a banche dati di particolare rilevanza o dimensioni. Le sanzioni hanno riguardato società che hanno ceduto illecitamente banche dati contenenti informazioni su milioni di cittadini ad altre aziende per l’attività di marketing anche telefonico. Le violazioni hanno determinato anche l’adozione di provvedimenti inibitori e, in qualche caso, la trasmissione degli atti alla procura della Repubblica".

Comments are closed.