PRIVACY. Google Street View, multa del Garante francese per dati acquisiti attraverso Wi-Fi

Google Street View, il servizio che il grande motore di ricerca utilizza per mappare le città di tutto il mondo, continua a dividere. In Italia le polemiche sulla privacy hanno portato il Garante ad emettere, lo scorso ottobre, un provvedimento che ha obbligato Google a fornire ai cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle "Google cars", a loro volta facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indicassero in modo inequivocabile l’acquisizione di immagini fotografiche per il servizio Street View. E la questione, in Italia, si è placata così.

La polemica si è trasferita in Francia, dove il Garante della privacy ha deciso di infliggere a Google una multa di 100.000 euro per aver raccolto senza nessuna autorizzazione, e quindi in maniera illecita, una gran quantità di dati personali che arrivavano a mezzo Wi-Fi. I dati inavvertitamente captati dalle Google cars riguardano informazioni relative ad indirizzi di posta elettronica, password e transazioni bancarie.

Non sono bastate, dunque, tutte le opzioni messe in campo da Google per assicurare la privacy. Qualche giorno fa, infatti, il Privacy communications e Policy manager di Google, Anthony House, in occasione di un seminario sulla privacy organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, aveva assicurato: "Il servizio Street View è soltanto il tentativo di Google di mappare le strade dei nostri paesi, concentrandosi soltanto sul contesto urbano. Per questo oggi il 99% dei volti delle persone è oscurato e si sta pensando ad uno strumento per cui ognuno può richiedere, in modo semplice e veloce, di oscurare la propria auto, la propria abitazione eccetera". Al momento, quindi, è possibile richiedere l’oscuramento di qualsiasi immagine personale, della propria famiglia, della propria abitazione eccetera. Evidentemente questo non basta: le vie del Wi-Fi sono infinite.

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