PRIVACY. Italia vìola le norme Ue sulla privacy nel telemarketing. Interrogazione della Sen. Poretti

Il telemarketing rispetta la privacy? La questione è stata sollevata dalla Senatrice del PD Donatella Poretti in un’Interrogazione ai Ministri per le Politiche Europee e per lo Sviluppo Economico. La Senatrice ricorda che "una specifica direttiva Ue sulla privacy nelle comunicazioni elettroniche prevede che gli abbonati possano decidere sulla pubblicizzazione dei loro dati personali, e che gli Stati membri debbano garantire queste decisioni in forma gratuita".

Ma l’Italia non sta andando in questa direzione. "Il Parlamento italiano, con il cosiddetto decreto legge "Milleproroghe" del 2008 aveva previsto una deroga per l’utilizzo promozionale di dati personali sino al 31 dicembre 2009".

Donatella Poretti ribadisce il fatto che l’Aduc denuncia da tempo questa anomalia, come fa anche fin dal 2006 il Garante della Privacy. Inoltre lo scorso aprile, la Commissione europea, rispondendo ad un’interrogazione dell’on. Marco Cappato (Radicali), rilevata questa violazione del dettato comunitario da parte dell’Italia, preannunciava misure appropriate per il suo rispetto.

"Nonostante questo, il sen. Lucio Malan, relatore in commissione Affari Costituzionali sul disegno di legge per l’attuazione di alcuni obblighi comunitari, ha proposto un emendamento che di fatto proroga all’infinito (e comunque almeno di 20 mesi) la deroga del "Milleproroghe": il telemarketing continuerà così a importunare utenti che non hanno dato consenso per fruirne!!"

Dunque gli italiani continueranno a ricevere telefonate a tutte le ore (anche quella di cena) per attivare nuovi servizi, a fronte di estreme difficoltà quando la richiesta dell’utente è di disattivazione. "Una situazione in cui la responsabilità non è tanto della mancanza di norme – denuncia Poretti – ma la disapplicazione delle stesse e/o le troppo miti multe del Garante".

Nella sua interrogazione ai Ministri delle Politiche Comunitarie e dello Sviluppo Economico, la Senatrice Poretti chiede:

  • se intendono assumere iniziative per evitare che nel nostro ordinamento continui la proroga di una norma già condannata dalla Commissione europea, anche per scongiurare una procedura di infrazione;
  • se ritengono la situazione compatibile con lo sviluppo del telemarketing e se intendono intervenire per bloccare le vessazioni a danno degli utenti dei servizi di telefonia.

 

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