PRIVACY. La P.A. on line, ecco le Linee Guida del Garante

Le pubbliche amministrazioni possono diffondere on line atti e documenti amministrativi contenenti dati personali, ma devono seguire regole precise di tutela della privacy. E’ quanto ha deciso il Garante per la protezione dei dati personali, varando le "Linee guida" che definiscono un quadro unitario di misure e accorgimenti per la P.A: on line vanno soltanto le informazioni personali strettamente indispensabili; i tempi di permanenza in rete devono essere congrui; bisogna elaborare misure tecnologiche contro manipolazione e duplicazione massiva dei file.

Il Garante chiede di usare cautele nel consentire la reperibilità dei dati attraverso motori di ricerca esterni ai siti. L’uso di motori di ricerca interni consente di garantire un accesso coerente con la finalità per la quale i dati sono stati resi pubblici ed evita il rischio di manipolazione e di "decontestualizzazione" dei dati, cioè la estrapolazione arbitraria che rende incontrollabile il loro uso. I dati devono comunque rimanere disponibili soltanto per il tempo previsto dalle norme di settore. In mancanza di queste, le pubbliche amministrazioni devono individuare congrui limiti temporali oltre i quali i documenti devono essere rimossi. Infine, contro i rischi di riproduzione e riutilizzo dei file contenenti dati personali, devono essere installati software e sistemi di alert che consentono di riconoscere e segnalare accessi anomali al fine di mettere in atto adeguate contromisure.

Rimane fermo il generale divieto di diffondere dati sulla salute. Le Linee Guida sono frutto di un complesso lavoro istruttorio che tiene conto anche delle osservazioni pervenute da diverse amministrazioni pubbliche, enti locali e Associazioni di consumatori nell’ambito della consultazione avviata nei mesi scorsi dal Garante.

 

 

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