PRIVACY. Lo Spyphone Polifemo è tornato. Tredici spioni denunciati a Torino

Lo Spyphone Polifemo, il software spia per cellulari salito agli onori della cronaca alcuni mesi fa a margine dell’indagine vicentina sull’immobiliarista Danilo Coppola, è tornato: la Guardia di Finanza di Torino, infatti, ha denunciato tredici persone per intercettazioni illegali tramite l’utilizzo di questo sistema all’avanguardia. Rischiano da uno a quattro anni di carcere, oltre alla condanna al pagamento dei danni alle vittime per violazione della privacy. La maggior parte degli indagati aveva acquistato Polifemo su Internet per controllare la propria partner ma c’è anche chi teneva sotto controllo figli o dipendenti. A commercializzare il marchingegno via web un’azienda calabrese, specializzata in sorveglianza elettronica.

Illegale lo Spyphone è molto semplice da usare e permette di trasformarsi in un vero Grande Fratello: dopo aver reso "schiavo" tramite un pc e una porta Usb il telefonino destinato alla persona da spiare, basta stare davanti allo schermo per non perdere neanche un attimo di vita dei "controllati speciali". A fronte del prezzo contenuto di 200 euro sono molteplici le funzioni che mette a disposizione degli improvvisati investigatori: si va dall’ascolto ambientale tipo cimice alla localizzazione geografica dell’apparecchio, dalla visualizzazione delle chiamate ricevute alla completa lettura degli Sms in entrata e in uscita.

Arduo quantificare l’effettiva diffusione di questo sistema che solletica sicuramente la gelosia dell’italiano medio. "Programmi simili a Polifemo sono da tempo sul mercato clandestino, prodotti soprattutto nell’Est Europa – commenta il colonnello Carmelo Cesario comandante del reparto torinese che ieri, in una perquisizione all’alba, ha sequestrato ai denunciati molto materiale informatico – difficile dire quante persone li usino; sicuramente sono tante, il sistema è alla portata anche di chi non è un mago del computer o delle comunicazioni".

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