PRIVACY. Lo scandalo SWIFT, CTCU chiede “Chiarezza sul coinvolgimento delle banche locali”

Secondo le ultime notizie divulgate dai media la SWIFT, Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali con sede in Belgio fornisce grandi quantità di dati all’ intelligence americana. Ora il CTCU chiede al governo e all’autorità sulla privacy in che misura alla CIA siano giunti anche i dati di banche italiane.

Per anni la SWIFT ha inoltrato senza permesso i dati di milioni di clienti bancari alle autorità americane e più precisamente alla CIA: questa la critica proveniente dalla commissione sulla privacy belga riguardo alle pratiche della società di servizi finanziari SWIFT. In questo modo la SWIFT avrebbe agito contro i principi base dell’UE sulla privacy, continua la commissione belga.

Al Centro Tutela Consumatori Utenti è scattato l’allarme. Il direttore Walther Andreaus esige "la massima informazione e un intervento rigido". Il Centro chiede quindi al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, alla direzione della Banca d’Italia e al garante della privacy, di far verificare in che misura siano coinvolte nello scandalo SWIFT, attraverso l’invio di dati, anche le banche italiane. "Visti gli eventi, la preoccupazione è molto forte", continua Andreaus, dal momento che, attraverso la rete internazionale che collega il mondo delle banche, il monitoraggio del flusso dei dati è pressoché impossibile. Di una cosa al CTCU si è certi: si tratta di uno dei maggiori scandali nell’ambito della privacy di tutti i tempi.

Inoltre, i collaboratori del Centro chiedono ai responsabili di Roma una risposta alle seguenti domande:

  • "Il governo e la Banca d’Italia sapevano delle pratiche in corso?
  • Qual’è la presa di posizione fornita dalle associazioni bancarie al Gruppo per la tutela dei dati personali ex Articolo 29? Infatti, a tutti gli stati membri dell’UE sarebbe stato chiesto di fornire una presa di posizione a tale proposito.
  • Quali provvedimenti saranno presi dai responsabili per evitare che simili pratiche si ripetano in futuro?"

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