PRIVACY. Milano sperimenta telecamere “intelligenti”, Adoc: privacy a rischio

Milano sta sperimentando un sistema di telecamere e videosorveglianza definite "intelligenti", che rimandano sui monitor delle Forze dell’Ordine le immagini di situazioni potenzialmente critiche: assembramenti che possono diventare principi di rissa, corse sul marciapiedi di eventuali scippatori, borse incustodite. Saranno immagini "mirate", anche se c’è il rischio di "falsi positivi": qualcuno che corre scambiato per un rapinatore. Per l’Adoc non c’è dubbio: si lede il diritto alla privacy e si viola il principio costituzionale della libertà di riunione e espressione.

"Ci auguriamo che il Garante della privacy non autorizzi tale sistema di videosorveglianza – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – che, a nostro parere, è potenzialmente in grado di violare il diritto alla privacy dei cittadini e il principio costituzionale della libertà di riunione e espressione. Il rischio di falsi positivi è alto, soprattutto in occasioni di manifestazioni pubbliche, che potrebbero essere scambiate per principi di rissa. O pensiamo al caso di un comune cittadino che, in ritardo per un appuntamento, si metta a correre sul marciapiede, passando per un rapinatore in fuga agli occhi delle videocamere. Il numero di telecamere installate nelle città aumenta esponenzialmente e impropriamente, ci chiediamo quando partirà la sperimentazione nelle camere da letto dei cittadini, che vedono la loro privacy sempre più violata."

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