PRIVACY. PE: riserve su raccolta dati personali passeggeri aerei

Gli eurodeputati hanno messo in guardia gli Stati membri sul progetto di utilizzo nell’Unione Europea (UE) dei dati personali dei passegeri aerei a fini repressivi. Con una risoluzione adottata a Strasburgo nella seduta di ieri giovedì 20 novembre – con 512 voti favorevoli, cinque contrari e 19 astenuti – il Parlamento Europeo (PE) "mantiene forti riserve sulla necessità e sul valore aggiunto della proposta di creazione di un sistema PNR (Passenger Name Record) europeo e sulle garanzie di rispetto dei diritti umani che comporterebbe". Anche se il PE non ha poteri di decisione in questa materia, il suo parere rimane comunque vincolante e la legislazione non può entrare in vigore fino a che Strasburgo non si esprime definitivamente in merito.

La Commissione europea aveva presentato nel novembre dello scorso anno una proposta che prevedeva la trasmissione alle autorità dei dati personali dei passeggeri da parte delle compagnie aeree, al fine di "prevenire e combattere reati di tipo terroristico e la criminalità organizzata". Si tratta in totale di 19 informazioni personali, come il nome, l’indirizzo, i bagagli, il mezzo di pagamento o "profilo del cliente fedele" che potranno essere conservati per 13 anni e utilizzati nel quadro della lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata, così come dalla richiesta inizialmente avanzata dal governo americano in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001.

I dati che caratterizzano la connotazione etnica, religiosa o politica dei passeggeri sono invece esclusi e devono essere "immediatamente" cancellati, nel caso dovessero figurare nel dossier trasmesso dalla compagnia aerea.

Nel sottolineare poi che le norme europee in materia di protezione dei dati impongono restrizioni per quanto riguarda l’elaborazione di profili sulla base di dati personali, il Parlamento rammenta che qualsiasi elaborazione di profili personali basata sull’origine etnica, la nazionalità, il credo religioso, l’orientamento sessuale, il sesso, l’età o le condizioni di salute "dovrebbe essere esplicitamente vietata in quanto incompatibile con le disposizioni in materia di discriminazione contenute nei trattati dell’UE e nella Carta europea dei diritti fondamentali".

Gli eurodeputati temono infatti che il progetto "possa finire col permettere alle autorità addette alla repressione del terrorismo di accedere senza mandato a tutti i dati personali dei passeggeri" e chiedono l’adozione di un’adeguata protezione della privacy dei passeggeri.

"Non possiamo approvare un accesso permanente e illimitato ai dati dei passeggeri senza che vengano forniti buoni e serissimi motivi per farlo", ha replicato Sophie In’t Veld, rapporteur del testo di legge e deputato dell’Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa.

Per altro, la Commissione ha escluso nella seduta di giovedì 20, l’ipotesi di installare scanner corporali per controllare i passeggeri in transito negli aeroporti europei e ha chiesto espressamente che venga concesso un ulteriore lasso di tempo per analizzare l’opportunità di questo tipo di strumentazioni. Questo progetto peraltro, aveva già suscitato vive reazioni a Strasburgo nello scorso mese di ottobre. La Commissione ha comunque deciso di mantenere in vigore le regole relative ai liquidi autorizzati a entrare nel bagaglio a mano in cabina.

di Flora Cappelluti

Comments are closed.