PRIVACY. Prenotazioni e ritiro analisi in farmacia, c’è l’ok del Garante

Dal Garante Privacy arriva il via libera alla possibilità per i cittadini di prenotare visite specialistiche, pagare il ticket e ritirare referti medici direttamente presso il proprio farmacista: occorrono però rigorose misure a protezione dei dati personali. È quanto prevede il parere favorevole dell’Autorità sullo schema di decreto del Ministero della salute relativo all’erogazione di nuovi servizi sanitari da parte delle farmacie. Senza doversi recare alla Asl o in ospedale si potrà dunque utilizzare la postazione collegata al Cup presente nelle farmacie, anche in quelle rurali.

L’Autorità prevede, rispetto a una versione del decreto che già teneva conto di indicazioni fornite dall’Ufficio del Garante, ulteriori condizioni per proteggere i dati personali. Come si legge nell’odierna newsletter, "dovranno essere introdotti altri accorgimenti finalizzati a garantire l’accesso al referto da parte degli operatori solo per effettuare la consegna all’utente e ad impedire che vengano create banche dati di referti digitali presso le farmacie. Il Ministero, inoltre, dovrà individuare adeguati tempi di conservazione dei referti digitali. Particolare riservatezza sarà chiesta agli operatori della farmacia che dovranno essere sottoposti a regole di condotta analoghe al segreto professionale.

Nello schema di decreto presentato al Garante erano comunque già presenti precise forme di tutela, in particolare, quella che prevede l’obbligo di informare chiaramente l’utente ed acquisirne il consenso al trattamento dei dati personali prima di erogare il servizio". In caso di invio di sms o email da parte del Cup relativi alla prenotazione specialistica, si prevede che nei messaggi non vi siano informazioni sulla tipologia o sull’esito della prestazione. Non devono essere conservate copie dei documenti esibiti per il riconoscimento dai cittadini. La postazione collegata al Cup presente nella farmacia dovrà essere protetta da adeguate distanze di cortesia, e i referti dovranno essere consegnati in busta chiusa.

Come aveva già annunciato il presidente Francesco Pizzetti durante il recente convegno di Federfarma dedicato proprio ai nuovi servizi in farmacia, i dati che si vogliono proteggere hanno grande importanza: sono informazioni sullo stato di salute dei pazienti, analisi, referti. "È evidente che ci sono misure di sicurezza da garantire e cautele da adottare. Ma sono quelle – aveva detto Pizzetti rivolto alla platea di Federfarma – che avete sempre adottato: ora le dovete adattare alla realtà virtuale". Le principali misure di sicurezza richieste dal Garante riguardano infatti non solo la previsione di postazioni dedicate per le prenotazioni e i referti, ma il tempo di tenuta dei referti, la tracciabilità degli operatori che si occupano dei servizi, la garanzia che gli operatori siano tenuti al segreto professionale. Una tutela, aveva detto il Garante, che serve a prevenire rischi sia per i cittadini che per gli stessi farmacisti.

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