PRIVACY. Pubblicità postale, Consumatori contro il via libera del Governo

A pochi giorni dall’approvazione del Decreto Sviluppo da parte del Consiglio dei Ministri, non si placano le polemiche. La prima cosa che ha fatto discutere è stata la misura sulle spiagge, che consente agli stabilimenti balneari di ottenere un diritto di superficie della durata di 90 anni. Ma le Associazioni dei consumatori si sono arrabbiate ancora di più per le misure che facilitano la negoziazione dei mutui a tasso variabile, modificando la soglia dei tassi di usura.

Oggi viene fuori un’altra sorpresa: il Decreto Sviluppo ha dato alle aziende e a chiunque voglia di usare gli elenchi del telefono come indirizzari cui attingere per inviare comunicazioni non richieste. A meno che un utente non si opponga esplicitamente all’invio di materiale, la sua cassetta postale potrà essere invasa da lettere su lettere "non proprio desiderate".

"Questo è un Governo che istiga alla molestia – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Dopo aver dato il via libera alle vere e proprie persecuzioni telefoniche tramite il telemarketing e dopo aver avviato una campagna disinformativa, nella quale addirittura si fa credere agli utenti che, iscrivendosi al registro delle opposizioni, saranno meno informati, ora si tenta di nascondere nel decreto sviluppo un provvedimento che consentirà alle aziende di intasare la buca delle lettere di tutti gli abbonati presenti negli elenchi telefonici. Un’operazione scandalosa ed intollerabile – aggiungono i Presidenti – che va contro ogni norma di più elementare tutela della privacy. Un vero e proprio abuso, che legalizzerà l’attività di spamming postale da parte delle aziende e delle attività commerciali. Anche dal punto di vista della gestione delle opposizioni si tratta di un pasticcio clamoroso: come fare nel caso un utente acconsenta al telemarketing e, invece, non voglia ricevere pubblicità postale? Si dovranno disporre due distinti registri delle opposizioni? Già uno non funziona, non vogliamo immaginare cosa succederebbe con due registri".

Trefiletti e Lannutti chiedono al Governo di fare un passo indietro e che almeno questa norma scandalosa non trovi applicazione. Anzi, sarebbe necessario modificare l’intera normativa che, allo stato attuale, come ci segnalano migliaia di utenti, rivela carenze inaccettabili per cui abbiamo richiesto un urgente incontro all’Autorità.

Allarmato anche il CRTCU, Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, che aveva denunciato all’Agcom lo spot sul registro delle opposizioni, ritenuto ingannevole. "Per opporsi – scrive l’Associazione in una nota – probabilmente ci si dovrà iscrivere al registro delle opposizioni, peccato però che, al momento, sul sito del registro non sia prevista alcuna modalità per inserire anche il proprio indirizzo postale. Praticamente fino all’emanazione del decreto non era possibile spedire materiale pubblicitario senza aver chiesto anticipatamente il consenso del destinatario. Era solo permesso il volantinaggio anonimo".

Il CRTCU ha interpellato la Fondazione Ugo Bordoni che gestisce il registro delle opposizioni che ad oggi però pare non sapere quando e con che modalità sarà possibile iscriversi per non ricevere posta cartacea indesiderata. "Dunque per ora, il cittadino non avrà alcuna risorsa per tutelarsi dalla pubblicità postale indesiderata! Suggeriamo eventualmente di richiedere al Responsabile del trattamento dei dati personali della Società che ci ha inviato pubblicità postale indesiderata, da dove sono stati estratti i nostri dati ed eventualmente, al momento, finché non sarà fatta chiarezza di continuare ad opporsi inviandone richiesta,così come prevede il Codice della Privacy. Infine sollecitiamo il Governo ad attivarsi al più presto per fare chiarezza sulle modalità di tutela".

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