PRIVACY. Street View, Adoc: grave violazione

Perché i dati non sono stati distrutti immediatamente? È quanto chiede l’Adoc commentando la notizia che il Garante per la Privacy ha aperto un’istruttoria verso Google per il servizio Street View, sui dati raccolti dall’azienda, che riguardano anche frammenti di comunicazioni elettroniche.

L’associazione punta il dito contro il comportamento della società americana. "Perché Google ha impiegato così tanto tempo per portare alla luce un comportamento altamente lesivo della privacy? – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – ci chiediamo, inoltre, perché i dati raccolti dalle auto non siano stati immediatamente distrutti, a cosa sono serviti? E’ quindi opportuna l’istruttoria avviata dal Garante della privacy ma, probabilmente, avrebbe dovuto essere avviata direttamente dalla magistratura".

L’Adoc ricorda di aver denunciato già due anni fa il servizio Street View, sollevando il problema dell’eventuale violazione della privacy da parte del servizio, che mostra anche immagini di persone e veicoli. Afferma Pileri: "Nonostante la presenza di un sistema automatico di riconoscimento e successivo oscuramento dei volti e delle targhe in determinate occasioni il riconoscimento non è stato effettuato, lasciando visibile e quindi riconoscibile il volto o la targa. Pecche riconosciute dalla stessa Google, che afferma l’esistenza di un margine di errore del sistema di oscuramento del 30%. A seguito della nostra denuncia, anche in quel caso il Garante avviò un’istruttoria sulla società americana".

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