PRIVACY. Ue, limitare numero dei dati passeggeri nelle trattative con Usa

BRUXELLES. Per tutelare la riservatezza dei dati sui passeggeri (Pnr) che le compagnie aeree europee scambiano con gli Stati Uniti per i voli intercontinentali l’Ue potrebbe chiedere che sia trasmesso un minor numero di informazioni. A riferirlo è Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea e commissario alla Giustizia e Sicurezza,

In base a un accordo temporaneo con gli Usa, che scade a fine luglio, nell’ambito della lotta al terrorismo, le linee aeree europee devono fornire fino a 34 informazioni sui dati che riguardano i passeggeri, tra cui i loro indirizzi e dettagli sulle carte di credito, per ottenere il permesso di atterrare negli aeroporti americani. Ma l’Unione vuole prima valutare se i 34 dati richiesti siano tutti veramente necessari.

Frattini ha anche espresso dubbi circa il potere di negoziare delle singole compagnie: "Si può immaginare il potere di negoziato di società private come Iberia, Alitalia o Air France, negoziando con gli Stati Uniti sui diritti di atterraggio. A mio avviso le compagnie aeree sarebbero pronte ad accettare un maggior numero di concessioni agli Stati Uniti", ha detto Frattini a poche ore dall’inizio di un vertice a Berlino, dove, ospitato dalla presidenza di turno tedesca dell’Ue, si svolge la riunione della ‘trojka’ Ue-Usa-Russia sulla Giustizia e affari interni,

La Commissione Ue sta cercando di ottenere da Washington impegni vincolanti sulla gestione dei dati, e preferirebbe un accordo unico dell’Ue con gli Usa, che garantirebbe regole uguali in tutti e i 27 stati dell’Unione, piuttosto che accordi bilaterali tra i singoli stati Ue o i singoli vettori e gli Usa. In caso contrario, ha detto Frattini, la riservatezza sui dati sensibili potrebbe affievolirsi.

Per rassicurare i passeggeri sulla protezione della privacy, la Ue vuole passare da un sistema in cui le autorità statunitensi assumono le informazioni dai database delle compagnie aeree a uno in cui siano le linee aeree a trasmettere dati specifici.

Il capo-negoziatore dell’Ue, Jonathan Faull, il mese scorso si era detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo prima della fine di giugno perché "senza un’intesa del genere il trasferimento di informazioni personali potrebbe violare, come già successo in passato, le regole europee sulla protezione dei dati e la privacy".

Il Parlamento europeo, adottando una risoluzione durante la Plenaria di febbraio, ha insistito affinché la privacy dei cittadini europei sia tutelata da un quadro legale ben preciso anche all’interno della lotta al terrorismo. I deputati hanno sottolineato come le soluzioni finora previste dal Consiglio e dalla Commissione, nonché dalle imprese private, «non proteggono in modo adeguato i dati personali dei cittadini dell’Unione europea» e ciò «potrebbe costituire una violazione del diritto comunitario e nazionale».

 

 

 

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