PRIVACY. Videosorveglianza, Garante: “Vietata negli spogliatoi della piscina”

Un secco no ai sistemi di videosorveglianza che riprendono persone negli spogliatoi. Lo ribadisce il Garante per la protezione dei dati personali, adottando a seguito di una segnalazione da parte dei Carabinieri relativa ad alcune telecamere installate in una piscina che riprendevano indebitamente clienti e ospiti. Secondo quanto riferisce il Garante, i Carabinieri erano intervenuti dopo la denuncia di un furto avvenuto all’interno degli spogliatoi e avevano acquisito la videocassetta delle riprese effettuate dal sistema di videosorveglianza costituito da due coppie di telecamere installate negli spogliatoi maschili e femminili della piscina, entrambe visibili.

Dalle riprese, però, emergeva che le telecamere, oltre a controllare la zona adibita a guardaroba, riprendevano direttamente le persone anche mentre si cambiavano e nei pressi dei locali, alcuni cartelli riportavano soltanto una scarna informativa sull’uso di un sistema di videosorveglianza.

L’Autorità ha stabilito che il trattamento dei dati personali violava la riservatezza e la dignità delle persone in quanto, pur essendo lecito l’utilizzo della videosorveglianza per tutelarsi da eventuali danni o furti, non erano stati adottati accorgimenti tecnici volti ad evitare riprese di persone negli spogliatoi. Il Garante ha quindi disposto il divieto di installare telecamere con queste modalità e ha bloccato il trattamento dei dati già raccolti ed eventualmente conservati. Ha poi prescritto alla società il rispetto delle regole in materia di videosorveglianza, disposte dal Garante con il provvedimento generale del 29 aprile 2004.

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