PRODOTTI TIPICI. Alcol, da Parlamento Ue nuove indicazioni geografiche italiane

BRUXELLES. In base a un compromesso con il Consiglio, il Parlamento europeo ha approvato un regolamento sulla definizione, designazione, presentazione e etichettatura degli alcolici. Oltre ad attualizzare le norme sulle indicazioni geografiche, è anche integrato l’elenco di quelle già registrate che salgono a 329, di cui 39 italiane: esordio per due limoncelli campani (Sorrento e Costa d’Amalfi), il Mirto di Sardegna, il Nocino di Modena e due grappe siciliane, nonché per il Genepì del Piemonte e della Val d’Aosta.

La proposta della Commissione è stata dettata dall’esigenza di migliorare l’applicabilità, la leggibilità e la chiarezza del regolamento sulla base della vigente normativa in materia di bevande spiritose. Ma ha anche l’obiettivo di fondere i due attuali regolamenti in materia, istituire una politica chiara per le bevande spiritose, adeguare i regolamenti ai nuovi requisiti tecnici e alle disposizioni dell’OMC, compreso l’accordo TRIPS sulle proprietà intellettuali, e definire criteri per il riconoscimento di nuove indicazioni geografiche.

Il problema della vodka: il Parlamento ha dato il via libera alla nuova normativa, respingendo le richieste presentate dai numerosi deputati nordici (deputati baltici, finlandesi e polacchi) che intendevano limitare a cereali e patate le materie prime da utilizzare nella produzione di vodka. Con 522 voti favorevoli, 148 contrari e 15 astensioni, i deputati hanno deciso infatti di sottoscrivere l’emendamento di compromesso che distingue tale bevanda in due categorie: quella ottenuta dalla fermentazione di patate e/o cereali e quella ricavata d altre materie prime agricole. Nel secondo caso, l’etichetta dovrà specificare di quali derrate si tratta. Il regolamento entrerà in vigore sette giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cosa si intende per "bevanda spiritosa"? Accogliendo la richiesta dei deputati, il compromesso intende il liquido alcolico destinato al consumo umano, avente caratteristiche organolettiche particolari e avente un titolo alcolometrico minimo di 15% vol. Tali bevande devono essere prodotte o direttamente mediante distillazione, in presenza o meno di aromi, di prodotti fermentati naturalmente. Oppure tramite macerazione o trattamento simile di materiali vegetali in alcole etilico e/o distillati di origine agricola e/o bevande spiritose definite dallo stesso regolamento. Ma anche con l’aggiunta di aromi, zuccheri o altri prodotti edulcoranti e/o di altri prodotti agricoli e/o alimentari all’alcole etilico di origine agricola e/o a distillati di origine agricola e/o a bevande spiritose definite dal regolamento.

L’accordo elimina la proposta dalla Commissione di distinguere le bevande alcoliche in tre categorie: "acquaviti","bevande spiritose specifiche", e "altre bevande spiritose". Le prime due sono infatti unificate, mentre l’ultima riguarda solo un prodotto tedesco e uno ceco. Viene così meno il timore espresso dai deputati di lasciare intendere che i prodotti inclusi nella prima categoria fossero di migliore qualità rispetto a quelli delle altre.

L’allegato II del regolamento distingue più di quaranta tipologie di bevande spiritose e, per ognuna di esse, indica il metodo di produzione e le condizioni alle quali tali bevande possono fregiarsi del nome corrispondente, come ad esempio Rum, Whisky, Brandy, Acquavite (di vino, di vinaccia, di frutta o di genziana), Sidro, Vodka, Gin, Bitter, Liquore, Sambuca, Maraschino e Nocino. Non potrà registrarsi un’indicazione geografica se, alla luce della reputazione e rinomanza di un marchio registrato usato da lungo tempo nell’UE, vi è il rischio di indurre in errore il consumatore in merito alla vera identità del prodotto. In questo caso, potrà essere obbligatorio l’indicazione del luogo di produzione sull’etichetta. I marchi registrati prima di un’indicazione geografica omonima o prima del 1° gennaio 1996, potranno continuare ad essere usati nonostante la registrazione dell’indicazione geografica.

Le 39 denominazioni italiane che figurano nell’allegato III sono le seguenti (con l’asterisco sono indicate le nuove):

  • Brandy: Brandy italiano
  • Acquaviti di vinaccia o marc: Grappa*, Grappa di Barolo, Grappa piemontese / Grappa del Piemonte, Grappa lombarda / Grappa di Lombardia, Grappa trentina / Grappa del Trentino, Grappa friulana / Grappa del Friuli, Grappa veneta / Grappa del Veneto, Südtiroler Grappa / Grappa dell’Alto Adige, Grappa siciliana*, Grappa di Marsala*.
  • Acquaviti di frutta: Südtiroler Williams / Williams dell’Alto Adige, Südtiroler Aprikot / Aprikot dell’Alto Adige, Südtiroler Marille / Marille dell’Alto Adige, Südtiroler Kirsch / Kirsch dell’Alto Adige, Südtiroler Zwetschgeler / Zwetschgeler dell’Alto Adige, Südtiroler Obstler / Obstler dell’Alto Adige, Südtiroler Gravensteiner / Gravensteiner dell’Alto Adige, Südtiroler Golden Delicious / Golden Delicious dell’Alto Adige, Williams friulano / Williams del Friuli, Sliwovitz del Veneto, Sliwovitz del Friuli-Venezia Giulia, Sliwovitz del Trentino-Alto Adige, Distillato di mele trentino / Distillato di mele del Trentino, Williams trentino / Williams del Trentino, Sliwovitz trentino / Sliwovitz del Trentino, Aprikot trentino / Aprikot del Trentino, Kirsch Friulano / Kirschwasser Friulano, Kirsch Trentino / Kirschwasser Trentino, Kirsch Veneto / Kirschwasser Veneto
  • Acquaviti di genziana: Südtiroler Enzian / Genziana dell’Alto Adige, Genziana trentina / Genziana del Trentino
  • Liquori: Mirto di Sardegna*, Liquore di Limone di Sorrento*, Liquore di Limone della Costa d’Amalfi*, Genepi del Piemonte*, Genepì della Valle d’Aosta* e Genepì delle Alpi* (nome condiviso con la Francia)
  • Nocini: Nocino di Modena*

 

 

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