PRODOTTI TIPICI. CODICI: “Attenzione ai vini contraffatti”

Nonostante l’Istituzione, presso il Ministero delle politiche Agricole e Forestali, di un organo tecnico incaricato del controllo ufficiale dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione del vino recentemente si sono registrati casi di falsificazione vinicola. Vini storici come il Brunello di Montalcino, il Morellino di Scansano, l’Amarone, il Vin Santo sono ad alto rischio contraffazione all’estero. La denuncia è dell’associazione CODICI che rileva come quello enologico sia "Un universo, appetibile e facilmente preda di una concorrenza sleale pertanto è lecito tutelare e preservare un nostro originario patrimonio contro la cd "enopirateria" ".

Contro le insidie delle contraffazioni e delle false etichette dei vini e a tal fine, CODICI stila un elenco di suggerimenti per un consumo enologico di alta qualità:

  • Vini DOCG, Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, questo è un riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notorietà nazionale e internazionale. Questi vini vengono sottoposti a controlli molto severi, debbono essere commercializzati in recipienti di qualità inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia d’origine, della qualità e che consenta la numerazione delle bottiglie prodotte.
  • Vini Doc, Denominazione di Origine Controllata, si tratta di vini di qualità, originari delle zone limitate, recanti il loro nome geografico. Prima di essere posti in commercio devono essere sottoposti ad un’analisi chimico-fisica ed organolettica da parte delle apposite Commissioni di degustazione, istituite presso ogni Camera di Commercio, che accerta la loro rispondenza ai requisiti prescritti dalla legge.
  • Vini IGT, Indicazione Geografica Tipica, E’ un attributo di qualità che viene dato ai vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. L’assegnazione del marchio IGT, di livello inferiore ai DODG e DOC, rappresenta un grande passo in avanti nella produzione del vino, in quanto permette al produttore una diversificazione tipologica, rispondendo alle diverse esigenze di mercato e del consumatore stesso, al quale gli viene offerta l’opportunità di degustare vini di qualità a prezzi sempre più convenienti.

Il consumatore – continua CODICI – nell’acquisto di un buon vino, deve fare molta attenzione a leggere attentamente l’etichetta, dove sono obbligatorie le seguenti informazioni:

  • Il nome della regione determinata da cui i vini provengono
  • Il nome oppure la regione sociale dell’imbottigliatore deve essere indicato unitamente alla menzione del Comune o frazione o dello Stato membro in cui l’imbottigliatore ha la propria sede principale.
  • Il volume nominale deve essere indicato in litri, centilitri o millilitri.
  • Il titolo alcolometrico effettivo
  • Il lotto di produzione: il lotto è determinato dal produttore o dal confezionatore del prodotto alimentare, è preceduto dalla lettera "L" e si riferisce ad un prodotto che viene confezionate in circostanze praticamente identiche.

CODICI invita i consumatori che dovessero rilevare qualche incongruenza rispetto ai consigli succitati a denunciare tempestivamente all’Ispettorato Centrale Frodi, eventuali irregolarità e scorrettezze.

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