PRODOTTI TIPICI. Cia, presto riconoscimento Igp per l’Arancia del Gargano

Italia sempre più leader in Ue per i prodotti di qualità. A conferma di ciò un nuovo riconoscimento comunitario che verrà presto assegnato all’Arancia del Gargano, la quale si fregierà del marchio Igp (Indicazione geografica protetta). Lo rende noto la Confederazione italiana Agricoltori, sottolineando che la scheda riepilogativa del prodotto è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea, con la successiva assegnazione del marchio di qualità fra sei mesi. Attualmente il nostro Paese ha 155 prodotti a denominazione, il 21,8% del totale di quelli europei (711 prodotti), in una classifica che ci vede primi davanti alla Francia (20,8%).

La Cia che ricorda che "la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea segna il compiersi dell’iter, dapprima a livello nazionale e, quindi, a livello comunitario, del riconoscimento: da questo momento c’è ancora un periodo, appunto, di sei mesi per eventuali dichiarazioni di opposizione, al termine del quale la denominazione verrà definitivamente iscritta nel registro delle denominazioni protette". "L’Arancia del Gargano – dichiara la Cia – si distingue in due tipi: "Biondo comune del Gargano" e l’"Arancia duretta". La zona geografica interessata alla produzione, nonché al confezionamento, è ubicata nella provincia di Foggia e comprende i territori dei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. Precisamente il tratto costiero-sub costiero settentrionale del promontorio del Gargano che va da Vico del Gargano a Rodi Garganico, fin sotto Ischitella".

"Le condizioni climatiche dell’area dove insistono gli agrumeti – rileva la Cia – sono tali da tradursi in notevoli vantaggi qualitativi: innanzitutto il clima non eccessivamente caldo non favorisce lo sviluppo di forti patologie sia a carico dei frutti sia delle piante. Un secondo aspetto, legato alle condizioni climatiche, è quello che fa dell’epoca di maturazione l’autentica caratterizzazione degli agrumi garganici; non gennaio, febbraio o marzo, ma addirittura fine aprile-maggio, e anche agosto, diversi mesi dopo l’epoca di maturazione di tutte le altre aree agrumicole italiane".

 

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