PRODOTTI TIPICI. Consumatori non controllano etichetta, ma pensano che sia necessaria (1)

Quando acquista un prodotto agroalimentare il 59% dei consumatori non controlla sull’etichetta la provenienza del prodotto. Ma allo stesso tempo, la quasi totalità (il 96%) dei consumatori ritiene che sull’etichetta dovrebbe sempre essere indicato il luogo di allevamento o di coltivazione dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti. Nei comportamenti di acquisto, l’82% dei consumatori dichiara di acquistare abitualmente prodotti agroalimentari di origine italiana per la famiglia e di sentirsi più sicuro a consumare prodotti coltivati e lavorati in Italia (84%). Ma solo il 6% conosce davvero il significato delle sigle DOP e IGP. I prezzi per l’acquisto di un prodotto certificato sono ritenuti più elevati (88% delle risposte) ma allo stesso tempo il 67% dei consumatori si dichiara pronto a pagare un prezzo superiore per un prodotto che offra più garanzie. Sono i risultati di una ricerca effettuata nell’ambito del progetto Eataly-Mangioitaliano, la campagna realizzata da Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Ancc-Coop con il finanziamento del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Sono stati in tutto 2179 i contatti telefonici del campione dell’indagine, tesa a ricostruire il livello di conoscenza del consumatore e i comportamenti di acquisto.

Alla domanda "Conosce il significato delle sigle DOP e IGP?" una percentuale molto elevata, pari al 68% del campione, ha risposto in modo affermativo. Ma una successiva domanda ha evidenziato che solo il 34% del campione si è dichiarato in grado di spiegare il significato nascosto dietro le sigle: di questo, solo il 6% ha fornito agli intervistati una definizione corretta mentre il restante 28% ha dato spiegazioni sbagliate o imprecise. Alla domanda "quando acquista un prodotto agroalimentare controlla sull’etichetta la provenienza del prodotto o si fida solo della marca?", ben il 59% degli intervistati ha affermato di non prestare attenzione all’etichetta ma, rileva lo studio presentato, "un numero consistente di intervistati si giustifica spontaneamente aggiungendo che questo è dovuto solo a distrazione o eccesso di fiducia nei confronti della marca acquistata, e non ad incuria". La quasi totalità dei consumatori (pari al 96%) afferma invece che dovrebbe sempre essere indicato sull’etichetta il luogo di allevamento o di coltivazione dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti.

I consumatori acquistano prodotti di origine italiana, si sentono più sicuri e soddisfatti e sono in genere disponibili a sostituire i prodotti agroalimentari abitualmente consumati con quelli italiani: rilevano però prezzi più elevati per l’acquisto di un prodotto certificato considerato forse, almeno da un terzo degli intervistati, ancora un prodotto "di nicchia". L’82% degli intervistati ha detto di acquistare abitualmente prodotti agroalimentari di origine italiana per sé e per la famiglia e l’83% si è dichiarato soddisfatto per la qualità dei prodotti italiani scelti. L’84% del campione ha inoltre affermato di sentirsi più sicuro a consumare prodotti coltivati o lavorati in Italia, "dimostrazione – si legge nel rapporto di Eataly-Mangioitaliano – della decisa propensione non solo alla scelta di prodotti nostrani, ma anche della maggior fiducia che questi ispirano nel consumatore medio intervistato".

L’88% degli intervistati ha affermato di trovare i prezzi per l’acquisto di un prodotto certificato più elevati rispetto ad altri prodotti. Mentre alla domanda "è disposto a pagare un prezzo superiore per un prodotto che dia più garanzie?", il 67% ha risposto affermativamente. Il 33% invece non è disponibile a spendere di più: "finché il consumatore – si legge nel documento – non è pienamente cosciente della scelta del prodotto proposto, mantiene la propria reticenza a spendere di più, perché considera il prodotto certificato "di nicchia", e tende a identificare il prezzo più alto con un’ingiustizia alla quale piegarsi per poter godere di un prodotto migliore". In ogni caso, l’83% degli intervistati si dichiara soddisfatto della qualità dei prodotti italiani che consuma e il 76% afferma di essere disponibile a sostituire i prodotti agroalimentari che consuma con i prodotti tipici italiani.

Secondo i responsabili del progetto Eataly-Mangioitaliano la promozione di "una vera cultura alimentare" richiede dunque l’attenzione di insegnanti, medici nutrizionisti e associazioni dei consumatori. Ed "è indispensabile creare una cultura in ambito alimentare che permetta ai consumatori, produttori e ogni altro soggetto della filiera agroalimentare di avere la certezza che il prodotto finito risponda a criteri chiari e inequivocabili di sicurezza, genuinità e qualità, in poche parole contenga in etichetta tutte le informazioni utili ad essere riconosciuto come "eatalian", migliore perché più buono, ma anche più conveniente perché rispondente a precisi e consapevoli criteri di scelta".

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