PRODOTTI TIPICI. In arrivo il marchio Dop per i “Marroni del Monfenera”

Anche i "Marroni del Monfenera", prodotto tipico della trevigiano, avranno presto il riconoscimento Dop. Lo rende noto la Confederazione Italiana Agricoltori, precisando che è appena giunta dal Ministero delle Politiche Agricole la protezione transitoria, in attesa del riconoscimento definitivo della Denominazione di Origine Protetta da parte della Commissione Ue.

 

"I "Marroni del Monfenera" per essere considerati tali – afferma la Cia – devono esse coltivati nel territorio dei comuni trevigiani di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia".

 

La produzione ha origine nell'epoca medievale, come attestato da un documento del 1351 che ne regolava la raccolta tra i capifamiglia. Il prodotto cresce nei terreni e nel clima della Pedemontana del Grappa, anche grazie all’umidità e alle abbondanti precipitazioni. "La tutela dei castagneti nell'area dei "Marroni del Monfenera" è confermata – rileva la stessa Gazzetta Ufficiale – nelle fonti notarili dei secoli successivi, che denunciano alle autorità competenti i tagli abusivi dei castagneti o la presenza di animali da pascolo fuori stagione che compromettono la raccolta delle castagne".

 

"Nel corso dei secoli – ribadisce la Cia – si sono verificati dei periodi di abbandono dei castagneti, alternati, però, a delle fasi di assiduo utilizzo del bosco come risorsa per il rifornimento di legna da ardere, per la produzione di frutti per l'alimentazione umana e animale e per ricavare legno per usi industriali. Una maggior attenzione alla castanicoltura si ha nella prima metà dell'800 sotto l'Impero Asburgico, dove vengono messi in evidenza, attraverso gli atti del catasto, la qualità e la classe delle castagne, a seconda dell'ubicazione dei castagneti. Anche con il Regno d'Italia continua la cura e l'attenzione alla castanicoltura. Nel 1884 risultavano nei distretti di Asolo e Montebelluna (la zona interessata ai "Marroni del Monfenera") coltivati a castagno 1668 ettari di bosco con 9.977 quintali di prodotto".

 

"Dopo un lungo periodo di produzione non elevata, dal 1980 la coltura del castagno – conclude la Cia – risulta in ripresa su tutto il territorio della Pedemontana del Grappa e del Montello, grazie in particolare al sorgere di numerose manifestazioni, tra le quali la mostra-mercato dei "Marroni del Monfenera", finalizzate alla promozione del castagno come pianta capace di migliorare l'ambiente ed i boschi, ma soprattutto per valorizzarne i frutti ed i numerosi derivati".

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