PRODOTTI TIPICI. Istat: DOP e IGP, sono 165. Rafforzamento al Sud e nelle Isole

DOP e IGP, un fenomeno con dimensioni sempre più considerevoli. Nell’ultimo triennio si è infatti registrato un "rilevante sviluppo" del comparto dei prodotti agroalimentari di qualità che "pur mantenendo i tradizionali connotati di nicchia, va assumendo dimensioni sempre più considerevoli". È la fotografia scattata dall’Istat che ha pubblicato oggi il rapporto "I prodotti agroalimentari di qualità DOP e IGP" con i dati aggiornati al 31 dicembre 2007.

Al 31 dicembre dunque i prodotti DOP e IGP riconosciuti ammontano a 165, 10 in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente; di questi 160 risultano attivi (sono i prodotti per i quali viene effettuata e certificata la produzione o trasformazione nell’anno di riferimento), 8 prodotti in più rispetto al 2006).

I settori più rappresentati sono ortofrutticoli e cereali con 53 prodotti, olii extravergine di oliva con 38 prodotti, formaggi con 33 prodotti e preparazioni di carni con 29 prodotti. Gli altri settori (carni, altri prodotti di origine animale, aceti diversi dagli aceti di vino, prodotti di panetteria, spezie e olii essenziali) raggruppano complessivamente 12 specialità.

Le aziende agricole e i trasformatori che operano nell’ambito della filiera dei prodotti di qualità DOP e IGP sono, rispettivamente, 75.448 e 6.034. Nel confronto con l’anno precedente si registra un forte aumento delle aziende agricole (+12.909 unità, pari a +20,6%) a fronte di una crescita più contenuta dei trasformatori (+353 unità, pari a +6,2%). Le aziende coltivano una superficie di 128.100 ettari (+3,1%, rispetto al 2006), le cui produzioni vegetali formano, tal quali o trasformate, 94 specialità DOP e IGP attive. Esse gestiscono inoltre 44.390 allevamenti (+31,3%), le cui produzioni animali conseguite costituiscono, sempre tal quali o trasformate, altri 66 prodotti di qualità attivi.

Gli operatori sono soprattutto nel Nord Italia ma con una spinta propulsiva del Mezzogiorno e delle Isole, regioni nelle quali si assiste, scrive l’Istat, a "un progressivo rafforzamento dei prodotti di qualità". Le regioni settentrionali comprendono infatti il 52,8% delle aziende e il 52,5% dei trasformatori. Nel Nord è ubicato anche il 58,5% degli allevamenti, mentre oltre il 50% della superficie nazionale coltivata si trova nelle regioni centrali. Ma rispetto all’anno precedente gli incrementi maggiori si concentrano nel Mezzogiorno, dove aumentano aziende (+180,7%), trasformatori (14,0%), allevamenti (+406,4%) e la superficie (+27,5%).

Un comparto dunque con dimensioni sempre più rilevanti. L’Italia, rileva l’Istat, è il primo paese europeo per numero di riconoscimenti conseguiti e dunque DOP e IGP "rappresentano una componente importante della produzione agroalimentare nazionale e qualificano il comparto dei prodotti di qualità come una risorsa fondamentale delle realtà agricole locali fortemente legate alla storia, alla cultura, alle tradizioni e al lavoro dell’uomo nei diversi contesti territoriali del Paese".

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