PRODOTTI TIPICI. Ministro De Castro firma decreto su procedura registrazione Dop e Igp

Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha oggi firmato il decreto che definisce criteri più precisi per la registrazione delle denominazioni Dop e Igp. Il provvedimento punta a dare maggiori garanzie agli operatori attraverso una più efficace definizione dei soggetti legittimati a presentare le istanze, alle documentazioni da presentare (disciplinare, relazione tecnica, relazione storica, relazione socio-economica, cartografia, ecc.), all’iter amministrativo delle procedura ministeriale.

La necessità di regole più precisa in tema di registrazione per Dop e Igp deriva dal "boom delle domande e istanze di riconoscimento che pervengono al Ministero. Questo fatto, seppur positivo in quanto testimonia l’attenzione delle realtà locali alla qualità, spesso avviene in maniera approssimativa con la presentazione di domande di riconoscimento per prodotti che non vantano un autentico legame qualitativo e storico con la zona di produzione. Al fine di evitare la banalizzazione dell’intero sistema delle indicazioni geografiche si è reso necessario, in linea con la normativa comunitaria, dettare regole nuove e più precise.

"Il nostro compito – ha affermato il Ministro – è quello di sostenere i prodotti e i territori che hanno legittimamente la possibilità di vedere valorizzato e tutelato in ambito comunitario il proprio legame qualitativo e storico attraverso il riconoscimento delle indicazioni geografiche. Non possiamo, al contrario, inflazionarle, perché ciò determinerebbe false aspettative nei produttori, confusione nel consumatore, e renderebbe inefficace il lavoro dei Consorzi di Tutela attualmente riconosciuti".

De Castro ha inoltre annunciato di aver avviato un lavoro "per mettere a punto schemi di qualità certificata riconosciuti a livello nazionale e compatibili con la normativa comunitaria che permetteranno – al fianco delle Dop, Igp e Stg – di offrire uno strumento di tutela e sviluppo anche per le altre produzioni agroalimentari italiane di qualità, scelta peraltro già adottata da altri paesi europei, come la Francia con il "label rouge". Questo percorso permetterà di valorizzare quella parte rilevantissima di prodotti locali che, attraverso i marchi collettivi e i nuovi schemi di qualità certificata nazionale, potranno trovare nuovi strumenti per affermarsi sul mercato e valorizzare così territori e imprese di qualità".

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