PRODOTTI TIPICI. Piemonte, il vino connubio tra salvaguardia delle tradizioni e crescita economica

I vini piemontesi come ambasciatori del Piemonte nel mondo e prodotti simbolo di un perfetto connubio tra salvaguardia delle tradizioni e crescita economica, con importanti performance nell’export e positive ricadute su tutto il Sistema Piemonte. E’ la sintesi di quanto emerso nel corso di Anteprima vendemmia 2006, iniziativa organizzata dalla Regione Piemonte con i Vignaioli Piemontesi per la presentazione dei dati relativi alla vendemmia appena conclusa.
"Questo appuntamento – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco – quest’anno si rinnova attraverso la partecipazione e la testimonianza diretta delle organizzazioni professionali ed economiche consentendo un confronto ad ampio raggio sulla situazione del settore vitivinicolo".

La vendemmia 2006 si presenta di qualità ottima, con numerose punte di eccellenza quali il Dolcetto e l’Erbaluce. La produzione complessiva è di circa 3.300.000 ettolitri.
Sono significativi i dati che provano la ricchezza e i valori della vitivinicoltura piemontese: 11 DOCG (su 31 DOCG nazionali) e 45 DOC (su 301 DOC nazionali), che coprono circa l’80% dell’intera produzione regionale, in grande parte derivanti da una ventina di vigneti autoctoni, 28.000 aziende vitivinicole, di cui circa 20.000 quelle operative, 60 cantine sociali con circa 15.000 soci, 280 imprese industriali produttrici di vino e distillati con circa 3.300 addetti.
Quanto ai risultati dell’export esso produce un valore economico di 934 milioni di euro e assorbe circa il 60% del vino prodotto in Piemonte di cui un quarto è costituito dall’Asti con un trend in complessiva crescita: il 72% delle esportazioni è destinato alle piazze europee con picchi in Germania e Gran Bretagna mentre tra i paesi extraeuropei sono gli Stati Uniti a farla da padrone assorbendo il 12% del vino esportato dal Piemonte.

"In questi anni – continua l’assessore Taricco – abbiamo prodotto un grande sforzo organizzativo e finanziario per la promozione del territorio e delle sue eccellenze e continueremo ad investire in tale direzione, nella convinzione che l’affermazione del made in Piemonte possa essere ancora rafforzata e più apprezzato il nostro modo peculiare di produrre qualità.
In tale contesto è significativa la proposta candidatura dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

"Stiamo lavorando – conclude Taricco – ad potenziamento della politica programmatoria e progettuale, nell’ambito dei nuovi distretti rurali e agroalimentari, che prevedano anche le Strade del vino, dei prodotti tipici e le Agroteche regionali. Si sta inoltre perfezionando il progetto da noi sostenuto della Fascetta Regionale di Garanzia per la qualificazione e tutela dei nostri migliori prodotti vitivinicoli. Si apre una stagione di programmazione e di scelta importanti per il futuro del settore vitivinicolo piemontese che può contare su un vino di grande qualità, frutto di un’annata e di una vendemmia veramente ottime".

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