PRODOTTI TIPICI. Sentenza Parmesan, i commenti

"Oggi è una data importante. La Corte di Giustizia europea ha eliminato ogni dubbio sulla tutela dell’origine con una sentenza che sancisce definitivamente il primato delle nostre Dop. Sul fronte controlli, siamo già largamente attivi su scala nazionale. Ora, immediatamente, agiremo sul fronte europeo: invieremo alla Commissione la richiesta per un adeguamento del regolamento 510/2006. Si tratta di modificare l’articolo 13, indicando esplicitamente che gli Stati membri, dove si commercializza o si produce impropriamente un prodotto tutelato, sono tenuti ad intervenire per sanzionare e bloccare le falsificazioni". Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea sul caso Parmesan,. "Esprimiamo soddisfazione per un lavoro di squadra tenacemente condotto negli anni – ha aggiunto De Castro – Voglio sottolineare il ruolo fondamentale della Commissione europea, scesa in campo direttamente, e l’impegno costante del Consorzio Parmigiano Reggiano. La sentenza odierna costituisce un passo avanti sostanziale nella direzione di un riconoscimento forte di tutti i prodotti a tutela di origine".

Il Movimento Difesa del Cittadino ha accolto con favore la sentenza sottolineando:" I prodotti a denominazione di origine protetta sono un patrimonio per il nostro Paese, un vanto degli italiani all’estero. Ma soprattutto una garanzia per i consumatori, sempre più alla ricerca di sicurezza e qualità dei prodotti". È questo il commento di Silvia Biasotto, responsabile del dipartimento Sicurezza Alimentare di MDC. "Gli italiani hanno una chiara percezione della qualità dei prodotti. – spiega Biasotto – Lo confermano i dati dell’indagine campionaria "Informazione, tutela e qualità dei prodotti: quanto e di chi si fidano gli italiani?", realizzata per il Movimento Difesa del Cittadino dall’Ipsos".

Secondo la ricerca l’86% degli intervistati si dichiara disposto a spendere un po’ di più per acquistare un prodotto italiano, e il 78% per un prodotto DOP; anche il biologico riesce a incrementare la disponibilità a spendere di più da parte di un 55% degli intervistati, ma si tratta di una percentuale notevolmente inferiore a quella degli altri due prodotti. Nonostante questa attrattiva nei confronti dei prodotti di qualità c’è ancora molta strada da fare sul fronte dell’informazione. Solamente il 60% ha una chiara percezione di come si possa riconoscerlo, il 18% (ossia un italiano su 5) non ne ha la minima idea, e il restante 22% ha delle idee confuse al riguardo del simbolo, cercando di trovare in etichetta bandiere italiane o europee. "Questo è un compito che spetta a noi associazioni dei consumatori – conclude l’associazione – in collaborazione con le istituzioni e i produttori stessi".

Per Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori "La sentenza della Corte di Giustizia UE in merito alla tutela della Dop del parmigiano reggiano e all’utilizzo del termine "parmesan" rappresenta una vittoria molto importante. Dopo il parere dell’Avvocato Generale, il pronunciamento forte e netto della Corte consente agli operatori onesti ed ai consumatori di aggiudicarsi una battaglia fondamentale, ma va ricordato che la guerra è ancora lunga. I prodotti italiani sono purtroppo costretti in trincea da una politica europea, che in troppe occasioni sembra voler livellare verso il basso la produzione agroalimentare".

Soddisfatta Coldiretti che però ricorda le tante altre imitazioni come il Pamesello, il Parma, il Rapesan e il Pasgrasan. La Corte di Giustizia europea – riferisce la confederazione – ha riconosciuto la non genericità del termine Parmesan che può essere quindi utilizzato soltanto dai detentori della denominazione di origine Parmigiano Reggiano anche se non ha condannato la Germania in quanto uno Stato Membro secondo la Corte non è tenuto ad intervenire d’ufficio per la protezione della denominazione. Se è dunque positivo lo stop all’uso della denominazione Parmesan per formaggi diversi dal Parmigiano Reggiano preoccupa il mancato obbligo degli Stati ad intervenire d’ufficio per il rispetto di una normativa comunitaria, che potrebbe danneggiare soprattutto le denominazioni piu’ piccole che per motivi di costo non dispongono di una rete di controllori a livello comunitario. Questo è ancora piu’ grave alla luce del fatto che la Coldiretti ha già scoperto nuove imitazioni del Parmigiano Reggiano tollerate dagli altri Stati dell’Unione Europea che impongono un immediato intervento da parte delle Istituzioni nazionali. Il "Pamesello italiano", grattugiato e venduto in confezione tricolore, sembra avere conquistato – sostiene la Coldiretti – un posto di rilievo tra le nuove copie offerte, ma non mancano altri cloni che richiamano al prodotto originale come il "Rapisan" in tubetti ed il "Pasgrasan" o il "Parma" in bustina, che sono andati ad incrementare il "museo dei falsi" di Palazzo Rospigliosi nella sede della Coldiretti.

Si definisce invece "parzialmente soddisfatti del risultato ottenuto" Giuseppe Ambrosi, Presidente di Assolate, che precisa: "Sicuramente, dopo questa pronuncia, i prodotti Dop godranno di una migliore e più efficace tutela contro qualunque tipo di usurpazione, imitazione ed evocazione. E’ però necessario insistere su una modifica delle regole dei prodotti Dop, Igp e Stg, per ottenere una revisione della normativa a livello comunitario che incrementi l’efficacia del sistema dei controlli di modo che le imitazioni possano essere meglio contrastate. Nei prossimi mesi lavoreremo, quindi, in questa direzione per inserire anche questo delicato problema nel pacchetto di proposte da discutere in Europa".

Una vittoria non completa anche per la Cia (Confederazione italiana agricoltori). E’ importante che la Corte abbia dichiarato che Parmesan può essere definito solo il Parmigiano Reggiano. Nello stesso tempo, però, la sentenza europea -rileva la Cia- mostra i suoi limiti, lasciando aperto il problema delle modalità e dei controlli nei confronti di chi imita prodotti a denominazione. Aver rimandato la questione solo agli Stati di origine delle Dop significa unicamente aver reso meno efficace l’azione per prevenire e combattere efficacemente qualsiasi tipo di sofisticazione in campo alimentare. Per questa ragione è indispensabile che il nostro governo intervenga con determinazione a Bruxelles al fine di ottenere le indispensabili modifiche normative per rendere ancora più forte il sistema di tutela delle nostre denominazioni d’origine.

"Quella della Corte di Giustizia europea è senz’altro una sentenza importante perché sottolinea, senza ombra di dubbio, che "parmesan" è un’evocazione della Dop "Parmigiano Reggiano", la quale è tutelata dal diritto comunitario. I tedeschi non dovranno più utilizzare la denominazione "parmesan"». Commenta infine Confagricoltura che aggiunge: "E’ una decisione non ritiene ci siano responsabilità del Governo tedesco (che non è tenuto ad intervenire per impedire l’utilizzo della scorretta dizione "parmesan"), è una sentenza per certi versi, "pilatesca": sul problema del rispetto della Dop, se ne lava le mani".

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