PRODOTTI TIPICI. Ue per uso trucioli di legno nel vino. Preoccupate Legambiente e Confagricoltura

Il Comitato di gestione dei vini dell’Ue ha valutato recentemente a Bruxelles una proposta di regolamento sulla legalizzazione dell’uso di frammenti di legno di rovere per l’invecchiamento artificiale del vino prodotto in Europa. Nel dettaglio, la proposta disciplina una serie di parametri da rispettare per i produttori che vogliono utilizzare questa pratica, relativamente all’origine, alle dimensioni e alle caratteristiche di purezza dei trucioli. Inoltre, il testo permette a coloro che utilizzano i trucioli di non fornire alcuna indicazione in etichetta.

Legambiente, insieme con Città del Vino, e Confagricoltura si dicono preoccupate per le ultime valutazioni dell’Unione Europea. Da una parte secondo l’associazione ambientalista, la pratica enologica in uso negli Stati Uniti e ora ammessa anche in Europa va decisamente contro la tradizione e l’identità vitivinicola europea e italiana. Per questo, Legambiente e Città del Vino rivolgono al nuovo governo un appello affinché sia bloccato l’impiego di queste pratiche.

In particolare, Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, e Floriano Zambon, presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, sono del parere che questa pratica indurrà in confusione il consumatore e rischierà di mettere in crisi la tradizione artigianale dei bottai. "Il vino di qualità – spiegano – non è una bevanda che si ottiene per aggiunta di ingredienti, ma il risultato di un lavoro serio e attento. Avremmo preferito un sistema di regole per un uso corretto delle barrique. Così non è".

Dall’altra parte, Confagricoltura punta il dito sulla proposta, perché danneggia gravemente i produttori di vino che utilizzano tecniche tradizionali di produzione, ovvero quelle tecniche che non attribuiscono caratteristiche "ingannevoli" al prodotto. "I trucioli – spiega l’associazione degli agricoltori – conferiscono una caratteristica sensoriale al vino che richiama quella presente quando il prodotto è elaborato in legno secondo le tecniche tradizionali (barrique o botti)".

"L’evoluzione delle pratiche enologiche dovrebbe seguire i criteri di salubrità per il consumatore, non dovrebbe rimettere in discussione la definizione stessa di vino – conclude Confagricoltura – Il nostro auspicio è che questa proposta non divenga il volano per un’apertura incondizionata a pratiche enologiche non tradizionali (uso di aromi, aggiunta di acqua e così via)".

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