PROFESSIONI. Aifi su rinvio riforma professioni sanitarie: “Un pasticcio”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un disegno di legge con cui si differisce di 12 mesi la delega, in scadenza in questi giorni, per l’istituzione degli ordini e degli albi delle professioni sanitarie. L’intenzione, dichiarata dallo stesso ministro della Salute proponente Livia Turco, è avere un anno di tempo per affrontare con attenzione la materia insieme alle diverse professioni e per ricollegare la regolamentazione del settore all’interno della annunciata più ampia riforma di tutti gli ordini professionali italiani.

"Di tutte le soluzioni possibili, è stata adottata quella più pasticciata" commenta Vincenzo Manigrasso, presidente dell’Aifi, Associazione italiana fisioterapisti. "Si sarebbe potuto fare un decreto legge di proroga o, meglio ancora, procedere direttamente all’istituzione degli ordini rimandando l’applicazione ai regolamenti attuativi, che potevano costituire lo strumento per uniformare i nuovi ordini ai principi di riforma generali. E invece si è optato per un disegno di legge che per essere convertito dovrà passare all’approvazione dei due rami del Parlamento. Parrebbe che con questo atto sia stato dato avvio a un nuovo iter legislativo, una nuova delega e quindi di una nuova legge. Il dato oggettivo è che il governo Prodi oggi ha affossato la parte fondamentale della legge 43 e costringe tutti noi a ricominciare l’iter che ci aveva faticosamente condotti a una conquista storica".

"Questa soluzione" prosegue Manigrasso, "nasconde i forti contrasti presenti all’interno dell’esecutivo. Una parte di esso, infatti, si oppone all’istituzione degli ordini delle professioni sanitarie in nome del libero mercato, ma non ci ha ancora illustrato la sua proposta alternativa, volta a tutelare i cittadini italiani che si avvalgono di prestazioni sanitarie non regolamentate attraverso ordini e albi. Qui non è in gioco il principio della liberalizzazione delle professioni ma quello della qualità delle prestazioni che nel campo della salute deve essere garantita dallo Stato".

Vai al Comunicato del Ministero della Salute (.doc)

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