PSICOLOGI. Per i pazienti è arrivata la Carta dei diritti. HC intervista Palma (Cnop)

Dal primo luglio è entrata in vigore la "Carta dei diritti del consumatore-utente delle prestazioni psicologiche", nata dall’accordo raggiunto tra l’Ordine Nazionale degli Psicologi e sei Associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Codacons, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino). Quali sono le novità in arrivo?

Help Consumatori ha intervistato Giuseppe Luigi Palma, Presidente del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi (Cnop).

D. Come e perché è nata l’idea della Carta dei diritti del consumatore-utente delle prestazioni psicologiche? La proposta è partita dalle Associazioni dei consumatori oppure dal vostro Ordine Nazionale?

R. L’idea è partita dal nostro Ordine Nazionale, l’impulso è venuto dalla nostra Commissione interna "Sviluppo della Professione", coordinata dalla dott.ssa Imma Tomay. A seguito di alcune considerazioni fatte in primis sul mercato sempre più centrato sul cliente in quanto portatore di una domanda, in questo caso, di prestazioni psicologiche, e poi sul crescente, pericoloso, quanto fiorente mercato parallelo dei ciarlatani, dei titoli professionali provenienti da formazioni all’estero senza alcun controllo né valore nel nostro Paese. Allo stato attuale registriamo purtroppo che questa tendenza è ulteriormente alimentata dalle nuove prospettive di riconoscimento dei professionisti organizzate in associazioni ad hoc e che rischiano di creare grande confusione nei fruitori delle prestazioni psicologiche, in particolare per coloro che, proprio in quanto alla ricerca di sostegno e/o supporto non sono anche solo temporaneamente in grado di porsi in modo critico rispetto all’offerta di servizi presenti sul mercato. L’idea della Carta è la risposta individuata dall’Ordine per orientare, come una bussola, gli utenti verso professionisti in grado di garantire principi di trasparenza, serietà, adeguata formazione, riservatezza.

D. La Carta prevede per la prima volta che dallo specialista e dal paziente sia sottoscritto un contratto alle prime visite. Quali sono le novità più importanti?

R. Da tempo in realtà i nostri iscritti presentano, spesso in forma scritta, il cosiddetto consenso informato ai clienti, questo tipo di contratto esplicita i principi e i criteri cui è ispirata la pratica professionale di psicologo e che spesso non sono chiari o conosciuti ai nostri clienti. Una novità assoluta invece riguarda la possibilità per il cliente di accedere all’istituto della conciliazione in caso i contenziosi con il professionista, fatti salvi quelli che competono la sfera deontologica e che restano, come prescritto dalla normativa vigente, di competenza dell’Ordine territoriale cui è iscritto il professionista.

D. E poi c’è l’opportunità per gli utenti di ricorrere alla conciliazione in caso di reclamo. Come funzionerà questo strumento?

R. E’ ormai definitivo il regolamento che individua le procedure per accedere all’istituto della conciliazione, il cliente potrà rivolgersi ad una delle associazioni firmatarie del protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi e l’Ordine a sua volta individuerà un proprio rappresentante. Le parti tenteranno una mediazione accettabile per le parti senza quindi dover necessariamente ricorrere alla giustizia ordinaria, con conseguente risparmio di tempo e di soldi, senza rinunciare a veder riconosciute le proprie ragioni.

D. Non tutti i professionisti saranno tenuti ad adottare questi nuovi standard: quale adesione prevede ci sarà tra gli specialisti?

R. Ci accingiamo a divulgare le possibilità offerte, anche, al professionista dalla carta. Riteniamo infatti che questa possa essere un utile strumento di lavoro che nella fase istituente del rapporto professionale possa svolgere la funzione di rendere consapevole il cliente non solo dei propri diritti ma anche di quanto è a garanzia della prestazione che sta richiedendo, una formazione adeguata, il rispetto della normativa in materia di privacy, il rispetto di regole deontologiche.

D. Come faranno i consumatori a riconoscere gli specialisti che si adegueranno alla Carta?

R. Sarà possibile verificare l’adesione alla Carta da parte del professionista verificando il dato nella sezione Albo presente sul sito di ogni Consiglio regionale e provinciale dell’Ordine e nel sito del Consiglio Nazionale www.psy.it

D. In Europa, o comunque in altri Paesi, esiste una Carta dei diritti simile a quella italiana?

R. A quanto ci risulta questo è il primo esperimento non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Molti sono infatti i Paesi che adottano regole per il mercato e la concorrenza e a tutela degli utenti, ma non ci risultano applicazioni specifiche alla nostra professione.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’Ordine Nazionale Psicologi

A cura di Laura Simionato

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