PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Aduc denuncia: “Sanzioni dell’Antitrust senza criterio”

Un’impresa di pompe funebri di Vicenza dovrà pagare 21.200 euro per pubblicità ingannevole. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per un messaggio apparso sulle Pagine Bianche della provincia veneta. Qualche giorno fa, sempre per pubblicità ingannevole, l’Antitrust ha condannato Telecom Italia ad una multa di 73.100 euro. I conti non tornano! Secondo l’Aduc, si tratta di un’evidente sproporzione nell’applicazione delle sanzioni.

Considerato il giro d’affari ed il numero di clienti potenzialmente raggiungibili dalle due società, appare evidente l’assurdità delle due vicende. L’Impresa Funebre PIDO Gianbortolo, nell’inserzione pubblicata, si vantava di fornire un servizio "Trasporti da abitazione ad Ospedale 24 ore su 24" e di essere "Ditta convenzionata con il Comune di Tiene (VI)". Intervenuto sul caso, l’Antitrust ha sentenziato: messaggio ingannevole e sanzione di 21.100 euro. Nella fattispecie Telecom Italia, il Garante ha giudicato ingannevole lo spot per la tariffa per telefonia fissa residenziale "TELECONOMY ZERO ZERO". Risultato: circa 70mila euro di multa.

Qualcosa non torna. "Non conosciamo fatturato e utili dell’impresa vicentina, – sottolinea l’Aduc – immaginiamo che 21 mila euro siano una percentuale rilevante del giro d’affari e dei profitti, tanto da indurla a non reiterare i messaggi scorretti. I 73 mila euro di Telecom Italia, invece, sono solo lo zero virgola zero zero ventiquattro percento (0,0024%) degli utili 2006 di questa azienda. Una percentuale che non ha alcun potere dissuasivo".

"Inoltre se prendiamo in considerazione – prosegue l’associazione – la platea dei potenziali danneggiati, rileviamo che se Telecom Italia beffa 59 milioni di italiani con uno spot ingannevole sulla Rai, viene sanzionata con 73.100 euro. Se un’azienda di pompe funebri rivolge un messaggio pubblicitario "truccato" agli 800 mila residenti della provincia di Vicenza, la multa e’ di 21.100 euro. In proporzione, se l’impresa vicentina avesse lanciato il suo spot a livello nazionale si sarebbe "beccata" un "verbalone" da un milione e mezzo di euro. Una stangata allucinante".

Secondo l’Aduc i due casi evidenziano l’inefficacia delle sanzioni applicate dall’Authority nei confronti dei grandi gruppi societari, i quali "vista l’esiguita’ degli importi possono continuare a inventarsi spot ingannevoli, conviene. A pagare questa situazione sono i consumatori perennemente beffati con promesse da mercante". "Una politica attenta alle esigenze dei consumatori – afferma Domenico Murrone, consigliere Aduc – avrebbe gia’ rimediato alzando da 100 mila a 10 milioni di euro la sanzione massima comminabile. Se cosi’ fosse – ci mettiamo la mano sul fuoco – slogan come "per sempre" o "tutto gratis" scomparirebbero dal lessico dei pubblicitari. Ma la politica, annunci a parte, e’ realmente interessata ai consumatori?".

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