PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Antitrust condanna Fiat. Oltre 36mila euro di multa

Ammonta a 36.100 euro la multa comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla Fiat per pubblicità ingannevole relativa alla promozione "FIAT operazione FIVE". Condannato è infatti il messaggio pubblicitario radiofonico del giugno 2006 relativo all’offerta che prevede "fino a 2500 Euro di supervalutazione del tuo usato con cinque anni di finanziamento, cinque anni di garanzia e cinque di assicurazione furto e incendio su tutta la gamma FIAT".

La presunta ingannevolezza è stata segnalata da un consumatore che evidenziava come il messaggio lasciasse intendere che acquistando un qualsiasi autoveicolo della gamma FIAT si potesse usufruire "fino a 2500 Euro di supervalutazione dell’usato" e delle altre condizioni pubblicizzate. La realtà era invece che l’offerta si applicava solo ad alcuni veicolo e non a "tutta la gamma FIAT".

Lo spot radiofonico era composto da una parte "recitata" dallo show-man Fiorello e da una voce fuori campo, che affermava: "FIAT presenta operazione FIVE – fino a 2500 Euro di supervalutazione del tuo usato con cinque anni di finanziamento, cinque anni di garanzia e cinque di assicurazione furto e incendio su tutta la gamma FIAT" e a seguire, dopo un altro piccolo intermezzo recitato, la voce fuori campo precisa "TAN 2.90 e TAEG 3.55".

L’Antitrust dà ragione al consumatore: "il messaggio – si legge nel provvedimento – attraverso l’esplicito riferimento all’estensione della promozione a "tutta la gamma" lascia intendere che qualsiasi modello di autoveicolo Fiat possa essere acquistato alle condizioni indicate nella pubblicità stessa. La Fiat Auto si difende sottolineando che "l’omessa indicazione, nel messaggio radiofonico, dei modelli esclusi dalla promozione è stata probabilmente frutto di un errore, anche in considerazione del fatto che nei messaggi diffusi a mezzo stampa l’indicazione è riportata in un’apposita didascalia. Ma per l’Autorità "l’omessa specificazione nel solo messaggio radiofonico non è di per sé sufficiente ad annullare il carattere decettivo della comunicazione pubblicitaria in questione, stante la diversità del mezzo di diffusione, dotato di un’ampia capacità di penetrazione ed i cui ascoltatori non necessariamente coincidono con gli spettatori televisivi o con i lettori di quotidiani o periodici".

 

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