PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Antitrust multa Telecom per “Tim Tribù”. ADUC: “Sanzioni basse”

"Tim Tribù che azzera i costi di ricarica": lo spot rappresenta una forma di pubblicità ingannevole. E a Telecom Italia è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 64.600 euro. È quanto ha reso noto l’Antitrust nei confronti della campagna pubblicitaria "Tim Tribù". Scrive l’Antitrust nel bollettino odierno che "il messaggio in esame lascia intendere che Telecom abbia lanciato, per prima tra i diversi gestori di telefonia mobile, una tariffa, dedicata a coloro che abbiano già aderito al profilo "Tim Tribù", che annulla i normali costi della ricarica".

"In realtà, come peraltro subito chiarito con sufficiente evidenza tramite la scritta in sovrimpressione posta al centro dello schermo ("TIM Tribù a tutta ricarica Bonus voce e SMS verso TIM Tribù"), il consumatore versa normalmente il costo della ricarica, mentre Telecom gli rimborserà tale importo sotto forma di bonus di traffico gratuito – prosegue l’Antitrust – Ciò che, invece, a fronte della perentorietà della promessa, non viene comunicato adeguatamente al pubblico è la sussistenza di limitazioni alla fruibilità di tale bonus per quanto attiene alle direttrici di traffico, al numero ed al periodo di spendibilità. In particolare, come accertato anche nel corso dell’istruttoria, il credito rimborsato è usufruibile esclusivamente verso gli altri componenti della Tribù, deve essere speso nei 30 giorni successivi alla ricarica e viene riconosciuto al cliente solo tre volte al mese. Tali condizioni vanno indubbiamente a circoscrivere l’appetibilità dell’offerta per i consumatori" perché, spiega l’Autorità, normalmente la ricarica non comporta limitazioni. Invece le precisazioni sono fornite nello spot televisivo attraverso scritte in sovrimpressione "inidonee a garantire una completa e trasparente informazione in quanto non appaiono agevolmente leggibili da parte degli spettatori". Da qui la decisione dell’Autorità che ritiene il messaggio televisivo ingannevole e ha disposto la sanzione di 64.600 euro verso Telecom.

La decisione è stata accolta criticamente dall’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) che lamenta sanzioni basse. "Ennesima pubblicità ingannevole di un gestore telefonico sanzionata dall’Antitrust", rendo noto l’associazione che commenta: "La sanzione comminata è di 64.400 euro, un’inezia, rispetto ai vantaggi avuti dal gestore grazie a questa pubblicità". "I soldi incamerati dall’Antitrust non sono destinati né ai consumatori, né alle società concorrenti danneggiate, ma hanno lo scopo di dissuadere i gestori dal ripetere un comportamento scorretto – commenta il consigliere ADUC Domenico Murrone – La cifra che Telecom dovrà pagare corrisponde allo 0,00215% dell’utile netto 2006 (3 miliardi di euro). È come, per esempio, se noi comuni mortali fossimo multati di 0,47 euro per un divieto di sosta". Per l’associazione dunque "il meccanismo non funziona" per "l’esiguità delle tariffe".

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