PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Tar: è sleale inserire i corsi di formazione tra le offerte di lavoro

Pubblicare le inserzioni di corsi professionali, inserendole nello spazio dedicato alle offerte di lavoro, è pubblicità ingannevole, in quanto si crea confusione tra i giovani lettori in cerca di impiego. Lo ha deciso il Tar di Roma che, con una sentenza, ha respinto il ricorso presentato dalla Zenith S.r.l. un’azienda che svolge attività di formazione nel campo dell’advertising e della comunicazione di impresa, contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Ad ottobre 2009 l’Antitrust, su segnalazione del Codacons e della Federconsumatori, ha ritenuto che la condotta tenuta da Zenith S.r.l., con riferimento ad una serie di inserzioni pubblicitarie comparse su vari periodici locali nel periodo dall’ottobre 2007 al febbraio 2009, "costituisce una pratica commerciale scorretta, ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo". Ad esempio l’inserzione "Il mestiere creativo opportunità per giovani…anche inesperti ma creativi previo training Libera Professione – freelance Tecnico Pubblicitario…" è stata pubblicata tra le offerte di lavoro, nonostante fosse diretta a pubblicizzare corsi di formazione a pagamento. L’Autorità ha considerato questa idonea ad indurre in errore i consumatori sull’effettivo contenuto dell’offerta, celando sotto l’apparente veste di proposta di lavoro la frequenza di corsi a pagamento, influenzando indebitamente le scelte economiche del consumatore medio; l’Autorità ha multato la società per 35.000 euro e questa ha presentato ricorso al Tar che ha confermato la posizione dell’Antitrust.

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