PUBBLICITA’ INGANNEVOLE. Vendita on line biglietti aerei, interviene la Commissione Ue

Annunciato oggi da Meglena Kuneva, il Commissario UE responsabile per i consumatori, il risultato di un’indagine proposta dalla Commissione contro la pubblicità fuorviante e le pratiche sleali riscontrate nei siti web che vendono biglietti aerei. L’indagine ha coinvolto 15 autorità nazionali UE più la Norvegia, colpendo grandi compagnie aeree europee, compagnie low cost e altri siti web che vendono biglietti aerei.

Il risultato dell’inchiesta è stato che più del 50% di tutti i siti web presentano irregolarità, in particolare per quanto concerne l’indicazione dei prezzi, i termini contrattuali e la chiarezza delle condizioni proposte. Il Commissario UE non cede sulla gravità del fenomeno, ribadendo che " i consumatori, che si trovino a Bruxelles o a Barcellona, a Monaco o a Manchester, hanno diritto a un’indicazione di prezzo chiara ed equa senza che vi siano brutte sorprese nascoste nelle clausole contrattuali scritte in carattere minuscoli". E Kuneva considera questo un problema "europeo, che richiede un intervento su scala europea".

Cornelia Kutter, consulente legale, aggiunge: "Imaginiamo di avere una compagnia aerea con prezzi bassissimi inizialmente e di confrontare questi con quelli più alti di un’altra compagnia, ovviamente si è attirati dalla prima, ma alla fine si finisce per pagare di più. Una regolamentazione va a vantaggio non solo dei consumatori ma anche delle compagnie più trasparenti".

Prima della fine di gennaio, si dovrebbe avere la "lista nera" delle compagnie che fanno pubblicità scorretta. Fra quelle che operano a basso costo, c’é la numero 1 del settore, Ryanair, ma anche Vueling, Iberia e Spainair. Il Paese che ha un maggior numero di siti web che presentano irregolarità è il Belgio, con 46 su 48 siti indagati. L’Italia ne ha 9 su 11.

L’indagine a tappeto
Nella settimana tra il 24 e il 28 settembre si è svolta questa azione congiunta a livello europeo, la prima in assoluto, per il rispetto dei diritti dei consumatori coordinata dalla Commissione, in forza del regolamento sulla cooperazione in materia di tutela dei consumatori entrato in vigore alla fine del 2006. Le autorità nazionali di forza pubblica in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Malta, Portogallo, Spagna, Svezia nonché Norvegia hanno passato al setaccio 447 siti web per controllare se ottemperassero alla normativa UE a tutela dei consumatori (direttiva sulla pubblicità ingannevole e direttiva del Consiglio sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori).

A seguito di questo controllo a tappeto c’è una fase in cui le compagnie sono contattate dalle autorità e sollecitate a correggere i siti web o a chiarire la loro posizione. Dopo di che le compagnie hanno 4 mesi di tempo per rispondere. Una volta scaduto il termine il Commissario non esiterà ad additare in pubblico le compagnie che non adegueranno i loro siti alla normativa UE e avvierà eventualmente un’azione legale con conseguenti sanzioni pecuniarie o l’obbligo di chiudere i siti web. Per i casi transnazionali, ad esempio laddove l’operatore agisca a partire da un altro paese, si chiederà l’assistenza di altre autorità dell’UE tramite la rete CPC (rete di cooperazione per la tutela dei consumatori).

Le autorità nazionali che hanno partecipato all’operazione hanno utilizzato una metodologia comune e termini di ricerca predefiniti come ad esempio "biglietto aereo, volo a basso costo, viaggio, last-minute, miglia aeree, volate a prezzo scontato" per identificare e investigare i siti web che vendono biglietti aerei a consumatori residenti nei loro paesi.

L’indagine si è concentrata su tre pratiche principali:

  • Indicazione chiara dei prezzi: sin dalla prima schermata si deve dare un’indicazione chiara del prezzo complessivo quando si fa pubblicità di un prezzo su un sito web. Ciò significa che tutti gli oneri addizionali come tasse oppure balzelli legati alla prenotazione o all’uso di carte di credito devono essere chiaramente indicati fin dall’inizio invece di essere aggiunti in una fase successiva della prenotazione.
  • Disponibilità: tutte le condizioni dell’offerta, in particolare le limitazioni relative alla disponibilità di un’offerta, vanno chiaramente indicate. I prezzi e le offerte speciali sono spesso usati per adescare i consumatori a iniziare il processo di prenotazione di un volo – nella realtà vi è soltanto un numero limitatissimo di posti disponibili sulla base dell’offerta pubblicizzata.
  • Termini contrattuali equi: i termini contrattuali generali devono essere chiaramente indicati, facilmente accessibili, disponibili nella lingua del consumatore ed equi. Tra le pratiche inique vi è ad esempio l’assicurazione obbligatoria collegata all’offerta o il caso in cui i consumatori devono esplicitamente indicare di rinunciare a una clausola assicurativa piuttosto che scegliere spontaneamente di sottoscriverla.

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