Paolo Piccoli: “Riportare il Notariato dentro la società”

Un congresso che ha rappresentato l’occasione per "riportare il Notariato dentro la società" e "le esigenze della società dentro il Notariato". Un rapporto "splendido" avviato con le associazioni dei consumatori, che ha portato alla redazione di Guide per il cittadino su mutui, prezzo-valore e garanzie preliminari. Un mandato in scadenza nel 2010. Il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato Paolo Piccoli ci accoglie nel suo studio di via Flaminia e traccia un bilancio delle attività svolte dai notai e della collaborazione avviata con i Consumatori.

Quali sono stati i principali risultati del congresso che si è svolto a Venezia?

Il Congresso ha cercato di fare un bilancio di questi due mandati che sono stati caratterizzati dal tentativo di riportare il Notariato dentro la società – uno degli esempi maggiori è stato proprio l’incontro, l’accordo, il confronto con le associazioni dei consumatori – e di portare la società e le esigenze della società dentro il Notariato. Sotto questo profilo, il lavoro non finisce mai, ma abbiamo avuto molte soddisfazioni, perché la categoria ha compreso lo sforzo di comunicare, di aprirsi, di non arroccarsi. Il titolo del congresso era "Accompagnando la società che cambia. Idee e proposte": abbiamo fatto alcune proposte di modifica normativa per semplificare vicende che riguardano la vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese.

Durante il congresso avete elaborato un decalogo per la modernizzazione del Paese: ce ne può parlare?

Sono proposte che già avevamo avanzato ai Ministeri competenti e abbiamo riassunto in questa sorta di decalogo. Alcune riguardano la possibilità della nostra collaborazione allo snellimento del comparto giustizia, su richiesta dello stesso ministro della Giustizia Alfano, ad esempio il tema della conciliazione, oppure il tema del partecipare, qualora il legislatore lo ritenesse opportuno, in tutto il settore della tutela degli incapaci, che in questo momento è svolto come controllo soprattutto dalla magistratura. Ci sono poi altri temi che riguardano le imprese, il passaggio generazionale, un adeguamento della normativa sui patti di famiglia (che hanno necessità di un chiarimento perché così come sono formulati non funzionano bene), la possibilità di patti successori rinunciativi in modo tale che ci possa essere un accordo nelle famiglie prima delle successioni, oppure il certificato di eredità, che sta per essere previsto anche a livello europeo, per garantire meglio le successioni.

Quali sono stati gli obiettivi più importanti che sono stati raggiunti in questi anni e quali invece non sono stati realizzati?

Un collega giornalista mi ha chiesto: "Lei ha rimpianti?". No, non ho rimpianti, perché quando io e il Consiglio nazionale facciamo tutto quello che dobbiamo per portare la categoria ben preparata agli appuntamenti della storia, rimpianti non se ne possono avere. I risultati più importanti sono la presenza sul territorio, che è stata diffusa moltissimo attraverso la costruzione e il rafforzamento di una struttura di comunicazione, e la capacità di portare verso l’esterno l’utilità vera del notaio, che dà sicurezza giuridica, che previene i danni, e da questo punto di vista finisce per essere un risparmio per il cittadino-utente in alcuni settori ben precisi: i trasferimenti degli immobili, delle case e dei terreni, i mutui e alcune vicende societarie. Si può sempre fare di più, ma sotto questo profilo credo che il Consiglio che arriverà proseguirà in questa iniziativa.

Qual è il rapporto con le associazioni dei consumatori?

Il rapporto con le associazioni che siedono al nostro tavolo di confronto, in cui siamo in posizione assolutamente paritetica, è splendido. Ci sono poi alcune associazioni, pochissime, che hanno scelto di non esserci. E chi non c’è ha sempre torto. Dal mio punto di vista queste associazioni non hanno voglia di migliorare le cose per i cittadini, per gli utenti, per i consumatori, hanno voglia di avere le mani libere e di poter usare anche i toni forti. Invece le associazioni che si sono sedute con noi vogliono realmente far sì che le cose migliorino per gli utenti e per i cittadini. L’iniziativa ha portato a realizzare Guide per il cittadino semplici, comprensibili, ma tecnicamente ineccepibili e che quindi consentano di essere più consapevoli quando si va davanti a un notaio. Il confronto è naturalmente iniziato guardandoci un po’ con una certa attenzione, nel senso che tutte e due le parti potevano pensare di essere un po’ strumentalizzate dall’altra. Ma poiché la mia intenzione era quello di creare un rapporto di collaborazione limpida, trasparente, leale, si è rapidissimamente instaurato un rapporto di grande collaborazione e confronto. Non sempre siamo d’accordo su tutto, ma questo è il sale del confronto e ci fa fare passi avanti molto importanti. Come Notariato siamo molto grati alle associazioni che partecipano a questo lavoro.

Qual è la sua valutazione delle liberalizzazioni di Bersani, in particolare professioni e mutui?

Ci sono state due fasi. Una è quella che ha riguardato il tema delle tariffe e della pubblicità. Per quanto riguarda la pubblicità noi già da un anno avevamo dettato delle norme che consentissero, più che la pubblicità, l’informazione per il cittadino, perché una professione come il Notariato che esercita una pubblica funzione non vende saponette. Quella pubblicità non può avere scopi di accaparramento commerciale: deve avere scopi analoghi a quelle delle Guide del cittadino, cioè dare tutte le informazioni necessarie perché il cittadino riesca a orientarsi su quello che gli serve e anche sul professionista. Su questo eravamo avanti di un anno. Per quanto riguarda il discorso delle tariffe, in realtà il problema è quello che la tariffa sia collegata alla qualità della prestazione. Su questo il Consiglio nazionale ha lavorato moltissimo, stiamo cercando di lavorare ulteriormente, cercheremo di portare al ministro della Giustizia un progetto per rendere la tariffa, che deve essere varata dal ministero della Giustizia, ancora più trasparente. L’altra questione posta dal ministro Bersani era la non necessità di un atto notarile per la cancellazione delle ipoteche a conclusione dei mutui. Su questo non abbiamo avuto nulla da dire sotto il profilo della opportunità, nel senso che a mutuo pagato, si doveva aspettare il ventennio per la scadenza dell’ipoteca oppure ci voleva un atto di cancellazione. Ci è dispiaciuto che non sono stati ascoltati alcuni consigli che noi cercavamo di fornire, e che abbiamo anche fornito, per migliorare la norma. Il che non voleva dire affatto recuperare al Notariato il compito di effettuare queste operazioni, ma semplificare ancora di più al cittadino la vita in un momento in cui qualche volta i trenta giorni previsti da quella norma sono troppo lunghi, e a quel punto il cittadino è costretto ugualmente a fare la cancellazione attraverso atto notarile.

Continuerà la linea di apertura dei notai verso i consumatori?

Finché io sarò qui, fino ad aprile-maggio dell’anno prossimo, continuerà sicuramente. Sono però convinto che in ogni caso quando un treno è partito non lo si ferma. Dipenderà anche dai consiglieri nazionali che siederanno in Consiglio nazionale, tenuto conto del fatto che il Consiglio l’anno prossimo avrà un rinnovo molto forte. Ci sarà un presidente nuovo. Questo inciderà sicuramente. Io però sono convinto che si andrà avanti e mi auguro – ho lavorato moltissimo in questo senso – che dopo di noi arrivi la generazione dei quarantenni e dei cinquantenni che ancora di più ha la sensibilità di rapporto con la società civile, e capisce che solamente attraverso un cammino comune la funzione del notariato – una funzione di garanzia, essenziale, ma che va spiegata alla gente – ha la possibilità di esplicarsi sempre meglio. È come se io dovessi spiegare che in città molto complesse l’antifurto o le sbarre, che sembrano mettermi in gabbia, in realtà mi proteggono da qualche aggressione dall’esterno. Del resto quello che è accaduto a livello americano, dove i controlli non c’erano, non c’era un professionista responsabile, si è visto che danni ha creato anche alle economie continentali europee, che grandi responsabilità non ne avevano.

Lo scorso giugno è stata presentata una sperimentazione tra notai e Comuni con l’obiettivo di dare ai cittadini un servizio sperimentale di verifica online dei dati anagrafici e di stato civile direttamente dallo studio notarile. Ha già un bilancio di questa iniziativa?

L’iniziativa era partita inizialmente con alcuni comuni del Veneto nell’ambito del progetto Reti Amiche lanciato dal ministro Brunetta. Noi abbiamo aderito immediatamente perché siamo professionisti di prossimità, siamo vicini alle persone, siamo tutti sul territorio. Man mano che si svilupperà l’iniziativa potrà consentire vantaggi per i cittadini, perché poter fare queste consultazioni in via telematica fa risparmiare tempo, giornate di permesso, spostamenti. Va nella direzione della modernizzazione di questo paese e della semplificazione della vita delle persone. Il bilancio ancora è non di grandissimo spettro attuativo perché dipende dai singoli Comuni: stiamo infatti cercando di spingere anche attraverso l’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, per fare in modo che siano i Comuni che facciano la convenzione con noi. Il nostro sistema è pronto. Il problema è che bisogna piano piano creare questa rete di interconnessioni perché ogni Comune ha il suo sistema. A parte alcuni Comuni del Veneto, so che c’erano delle sperimentazioni in corso su Roma, Milano, Vicenza, Prato e Asti, città che cominciano ad avere un bacino di utenza molto grande. Per il momento siamo a livello sperimentale, ma è chiaro che quando andremo a regime il discorso diventerà molto interessante.

 

Per vedere l’estratto video dell’intervista clicca qui.

 

di Sabrina Bergamini

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