Partito l’VIII Congresso nazionale di Legambiente

In occasione di questo grande appuntamento, gli ambientalisti e tutti coloro che sono preoccupati delle conseguenze della globalizzazione sull’intero pianeta, gridano i loro no alle scelte del recente liberismo economico sfrenato: no agli Ogm in agricoltura, no a nuove autostrade, no a nuove centrali a carbone, no a un’ulteriore cementificazione del territorio. Devono essere questi gli obiettivi per una "buona globalizzazione".

Ricordando la sconfitta subita dal nucleare in Italia vent’anni fa, si constata che nessuno dei problemi che lo hanno condannato sono stati risolti: sono aumentati i rischi di un uso militare delle tecnologie del nucleare civile, non sono scomparsi i problemi legati alla gestione delle scorie, alla gestione delle centrali dimesse, alla possibilità di incidenti dagli esiti incontrollabili, alle contaminazioni ordinarie.

Il riscaldamento climatico è ormai un dato di fatto che minaccia l’esistenza della specie umana e per fermarlo bisogna ridurre i consumi di petrolio e di carbone, rivoluzionare i sistemi energetici e di trasporto fino a modificare le nostre abitudini quotidiane che contribuiscono al fenomeno. Oltre ai no, quindi, chi difende l’ambiente si batte anche per realizzare le infrastrutture necessarie alla sostenibilità. Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, ripercorre la storia del movimento ambientalista e delle varie associazioni, ricordando le sfide affrontate e lo spirito di impegno che è sempre più forte.

"La nostra idea di ambientalismo – afferma Della Seta – è sempre stata ancorata al desiderio di un mondo più giusto e questa ispirazione è alla base di molte nostre iniziative e collaborazioni: dallo stretto legame con il Movimento di difesa del cittadino, alla partecipazione a Banca etica, alla scelta di aderire a Fairtrade, il marchio mondiale del commercio equo e solidale". Insomma, un’idea più soft dell’economia, che non tratta tutto come una merce, ma è attenta a valorizzare le differenze locali contro la dilagante omologazione. Risorse come l’ambiente, la cultura, la bellezza, la coscienza sociale, fanno parte del patrimonio umano e devono restare fuori dal materialismo economico.

In molti campi Legambiente è riuscita a stabilire dei circoli virtuosi: nella lotta all’abusivismo edilizio, nella lotta alle ecomafie e a tutte le forme di illegalità ambientale, nella tutela della natura e nello sviluppo di un’agricoltura di qualità. E queste vittorie sono state ottenute grazie ad un approccio di tipo collettivo e non individuale, che si è aperto a vari punti di vista e ha dato origine a molteplici iniziative: la campagna Laiq, che promuove un’agricoltura di qualità, l’associazione Legambiente Scuola e Formazione, Azzero CO2, che coinvolge le imprese e le amministrazioni pubbliche con l’obiettivo di neutralizzare le emissioni che alterano il clima. "Questa architettura associativa – conclude Della Seta – è molto di più di una scelta organizzativa: è la prima base della nostra vocazione sociale, del nostro pensare globalmente e agire localmente".

La relazione del presidente di Legambiente è stata molto apprezzata da Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili e lo sport, che ha partecipato al congresso.Non è mancato l’intervento del ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha sottolineato la necessità di "un ulteriore stimolo al Parlamento perché approvi le norme per eliminare i vecchi elettrodomestici inquinanti e le lampadine ad alto consumo, che il gruppo Verde, ma anche molti altri ambientalisti, hanno presentato in Finanziaria". "Si faccia di più", ha concluso Pecoraro, rispetto ai ritardi dell’Italia sugli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto.

a cura di Antonella Giordano

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