Pedaggi, Anas pensa a caselli free flow

La questione dei pedaggi autostradali proprio non trova pace. Soltanto una settimana fa il Tar del Lazio ha deciso che lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali deve essere esteso a tutta Italia. Ma l’Anas sembra non recepire ed ha annunciato la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale di oggi, del bando di gara per l’installazione dei video-pedaggi su una parte del Grande Raccordo Anulare di Roma, sulla Roma-Fiumicino, sui primi 100 km della Salerno-Reggio Calabria e su tutte le autostrade siciliane. Si tratta di sistemi di pagamento free flow, ovvero senza barriere per non rallentare il flusso della circolazione. In pratica dei pedaggi elettronici che funzioneranno come i Telepass e che entro dicembre 2011 dovrebbero essere introdotti su 14 snodi e autostrade gestite dall’Anas.

La notizia non lascia indifferenti le amministrazioni che hanno subito espresso la loro posizione contraria, a cominciare dal Comune e dalla Provincia di Roma. E si fanno sentire anche i Consumatori.

"Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico – commentano Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Non comprendiamo minimamente perché l’Anas continui a ricercare oboli e pedaggi per servizi che come è stato certificato dal Tar e poi dal Consiglio di Stato, non sono dati ai cittadini e quindi, in quanto tali, non tariffabili. Noi ci siamo opposti e ci opporremo ancora affinché questi nuovi balzelli non vengano imposti, poiché oltre che illegittimi, provocano aumenti per costi diretti e costi indiretti maggiori spese per le famiglie di 60 euro annui e nel caso dei pendolari un ricarico mensile di circa 60 euro. Non solo opposizione da parte nostra – concludono i due Presidenti – ma denunceremo anche alla Corte dei Conti le spese che Anas produrrà per questa gara inutile e dannosa".

Secondo l’Adoc, che si oppone fermamente a tale possibilità, i pedaggi creerebbero un danno di 600 euro l’anno. "Non permetteremo che i pedaggi autostradali escano dalla porta e rientrino dalla finestra – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – l’Anas dovrebbe adeguarsi a quanto deliberato dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato, che avevano deciso lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali in tutta Italia, e non eludere le sentenze. L’installazione di video-pedaggi sul Gra, sulla Roma-Fiumicino, sulla Salerno-Reggio Calabria e sulle autostrade siciliane è un colpo basso ai diritti e ai conti dei consumatori. Riteniamo ingiustificabile qualsiasi forma di pedaggio sulla Salerno-Reggio Calabria, un’autostrada tristemente nota in tutta Europa per i suoi disservizi, e sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Oltre a costituire un maggior onere per i cittadini – continua Pileri – i lavoratori e i commercianti che utilizzano il Raccordo, che va considerato alla stregua di una strada urbana data la carenza di trasporti pubblici nella Capitale, il pedaggio innalzerebbe oltremodo i costi per raggiungere gli aeroporti".

"Riteniamo inaccettabile anche l’eventuale pedaggio sulla Roma-Fiumicino, che andrebbe a danneggiare gravemente non solo i consumatori e i turisti, per i quali arrivare a Fiumicino sarà sempre più dispendioso, ma anche i residenti della zona e l’intera area commerciale e fieristica presente a ridosso della tratta". Qualora i pedaggi dovessero essere reintrodotti l’Adoc impugnerà l’esito del bando di gara ed è pronta a promuovere uno sciopero del Grande Raccordo Anulare: tre giorni con strade deserte di cittadini, commercianti e trasportatori a dimostrazione dell’ingiustizia degli aumenti. Con l’augurio che il Sindaco Alemanno, che ha già dimostrato profonda sensibilità al tema, stia con noi in questa battaglia di civiltà e di buon senso".

"Un’altra inammissibile trovata che calpesta i diritti dei cittadini e rischia di abbattersi sulle loro tasche senza garantire adeguati servizi". E’ il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). "Lo stop ai rincari sui pedaggi autostradali recentemente deliberato dal Tar sembra non esser servito a bloccare questa continua e assurda corsa al balzello. Piuttosto che installare tali sistemi elettronici – conclude Dona – l’Anas farebbe bene a migliorare le condizioni di sicurezza delle nostre strade, specie su tratti come la Salerno – Reggio Calabria che non è di certo nota per la sua praticabilità"

L’Aduc ha, invece, una visione diversa della questione e lancia al sindaco di Roma, Gianni Alemanno e al Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, una provocazione. Far diventare il Grande Raccordo Anulare e l’autostrada Roma-Fiumicino rispettivamente una strada comunale e una strada provinciale. Ma a quel punto Comune e Provincia dovrebbero accollarsi i costi di manutenzione. "Se il Gra è una strada di scorrimento cittadina, come definita dal Presidente della provincia di Roma Zingaretti, significa che dovrebbe essere comunale, come la tangenziale Est – scrive l’Associazione in una nota – Si eliminerebbe così il motivo di fondo della querelle sulla imposizione di tariffe autostradali, visto che a tutt’oggi il GRA è una autostrada, che un tempo serviva a collegare il Nord e il Sud dell’autostrada del Sole senza dover passare per il centro di Roma. Con l’espansione della città questa funzione di collegamento è venuta meno, anche grazie ad una bretella autostradale costruita negli anni successivi". Secondo l’Aduc lo stesso discorso vale per l’autostrada Roma-Fiumicino: visto che collega due comuni potrebbe diventare strada provinciale.

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