Pesce, maxi-sequestri dalla Guardia Costiera

Come ogni anno, in vista delle festività natalizie, si intensificano i controlli da parte delle Capitanierie di Porto lungo la filiera ittica. E’ di ieri la notizia del sequestro di 5 tonnellate pesce avariato a Mola di Bari e dei giorni scorsi del ritrovamento di ingenti quantitativi di pescato a Viareggio. "Siamo partiti da un’operazione specifica lo scorso ottobre, "Pesce doc" – ha raccontato a Help Consumatori il Comandante Cosimo Nicastro – dalla quale sono emerse soprattutto frodi di tipo commerciale, come scambi di specie. Spesso pesce comune veniva spacciato per pesce pregiato causando un danno economico al cittadino".

Con l’operazione "pesce DOC" – spiega la Guardia Costiera – è stata controllata l’intera filiera della pesca : pescherecci, punti di sbarco, grossisti, mercati ittici, punti vendita nei supermercati, pescherie e ristoranti e, per quest’ultima categoria, maggiore attenzione è stata posta verso i ristoranti etnici. Nei cinque giorni in cui 2000 tra Ufficiali, Sottufficiali e marinai sono stati impegnati nell’operazione, 8488 i controlli effettuati. Particolare attenzione è stata posta verso i siti di commercializzazione con 954 controlli tra mercati ittici, grossisti e supermercati a cui vanno aggiunti 1259 ristoranti . In totale sono stati 2172 i verbali elevati con sanzioni per circa 1 milione di euro. Sequestrate 21 tonnellate di pescato di cui 6 in cattivo stato di conservazione o comunque inadatto al consumo.

"La settimana scorsa, invece – ha proseguito il Comandante– a Viareggio in Toscana, abbiamo trovato un’azienda di import-export che trasformava grosse quantità di moscardini, di provenienza indo-pacifica, con etichette contraffate. Questi prodotti erano pronti ad essere smerciati nei supermercati a prezzi di offerta, anche 10 euro in meno al comune prezzo. Sempre a Viareggio abbiamo scoperto altre 8mila tonnellate di altri prodotti ittici scaduti".

Più recente invece il sequestro a Mola di Bari di "5 tonnellate pesce avariato, pronto per essere messo in commercio. Il prodotto è stato sequestrato anche per l’assenza della documentazione attestante l’origine del pesce".

Il pescato consisteva in 500 kg di polpo, 790 kg di triglie, 1090 kg di merluzzi, 130 kg di squaliformi, 350 kg di gronco, 280 kg di sarde, 960 kg di scorfani, 500 kg di gamberi bianchi, 150 kg di mazzancolle e si trovava all’interno di celle frigorifero mal funzionanti. Nel corso della stessa operazione sono stati sequestrati ulteriori 250 kg di prodotto in un furgone frigo. Il pescato in questo caso era trasportato in contenitori non conformi alla normativa europea vigente.

Il Comandante ha parlato di sequestri "importanti" visto che "in una settimana la Guardia Costiera ha sequestrato ben 13 tonnellate di prodotti ittici per violazioni non solo di tipo commerciale ma che investono il profilo sanitario ( realizzato in collaborazione con le competenti Autorità sanitarie) e quindi la salute del consumatore. Inoltre si tratta di operazioni che hanno riguardato tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud dell’Italia". Nicastro ha però sottolineato come "nel nostro Paese i controlli sanitari siano più che efficienti. Il pesce che entra in Italia è, infatti, controllato dalle Autorità sanitarie. Nel caso del sequestro di Viareggio e di Bari si trattava di frodi successive all’entrata oltre il confine italiano. Il pesce scaduto ritrovato a Viareggio è stato probabilmente conservato troppo a lungo nei container".

Ai cittadini italiani Nicastro oltre che rassicurare sull’efficienza del sistema dei controlli ha ricordato che "i consumatori possono rivolgersi alla Guardia Costiera sia per denunciare le frodi che per chiarire dubbi e chiedere informazioni sull’intera filiera del prodotto ittico, dal momento della sua cattura in mare all’arrivo sulle tavole dei consumatori. Le segnalazioni dei cittadini sono molto importanti per questo tipo di controlli.

Il Corpo può essere contattato telefonicamente tramite i Comandi periferici o tramite il nostro sito internet http://www.guardiacostiera.it/".

"Contro le frodi alimentari il consumatore non può difendersi da solo. E’ essenziale che i controlli da parte degli organi preposti siano puntuali ed efficienti. Il lavoro svolto in queste ultime settimane dalla Guardia Costiera ne è un esempio". Questo il commento di Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino ai sequestri di Viareggio e Mola di Bari eseguiti in questi giorni dal Corpo delle Capitanerie di Porto.

"Nel 2007 – ha aggiunto Biasotto ricordando i dati del rapporto sulla sicurezza alimentare, Italia a Tavola 2008 – sono stati svolti oltre 50.500 controlli in mare e circa 250.200 ispezioni a terra, ovvero ai punti di sbarco, nelle pescherie o presso le attività commerciali. Dall’analisi dei dati emerge un aumento in media del 50% di tutti i controlli rispetto all’anno precedente. L’attività di sorveglianza si è particolarmente intensificata rispetto al 2005: le ispezioni effettuate dalle unità navali sono aumentate del 68% mentre quelle a terra di addirittura del 91%".

"Anche se il consumatore non può fare tutto da solo contro le frodi alimentari è importante che tutti i cittadini siano sempre più informati in tema di alimentazione – ha proseguito – Il primo consiglio per chi va a fare la spesa è quello di leggere e imparare le etichette dei prodotti ittici. Per il pesce fresco è opportuno controllare l’indicazione del metodo di produzione (pescato o allevato) e della zona di provenienza. Troppo spesso pesce straniero viene spacciato per nostrano con notevoli differenze di prezzo. Lo stesso avviene per il pesce allevato spacciato per pescato: la differenza di costo tra i due tipi di prodotto può arrivare anche a 15 euro al chilo. Nel caso di pesce congelato, coperto da glassatura, ricordarsi che la percentuale della glassatura è considerata tara. I mitili devono essere commercializzati in confezioni (rete), con bollo sanitario che ne attesti la commestibilità".

Sul sito www.mdc.it sono disponibili le foto de sequestro a Mola di Bari.

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