Pit Servizi: maglia nera alle tlc

Nervi tesi e portafogli vuoti: si sentono così gli italiani quando hanno a che fare con i servizi telefonici. Le telecomunicazioni sono state il settore che, nel 2007, ha ricevuto più reclami da parte dei cittadini. Il secondo posto della lista nera dei servizi di pubblica utilità se l’è aggiudicato la pubblica amministrazione, seguita dai servizi bancari. E’ l’elenco stilato dal VIII Rapporto Pit presentato oggi da Cittadinanzattiva. Questa relazione fotografa da ormai 10 anni il panorama dei servizi pubblici italiani, basandosi sulle valutazioni fatte dal cittadino/consumatore attraverso le sue segnalazioni.

Su 6643 reclami pervenuti all’associazione dei consumatori nel corso del 2007 da parte dei cittadini italiani, il 28% hanno riguardato proprio il mercato delle telecomunicazioni, dove è stato il segmento della telefonia fissa a presentare i principali problemi. Le violazioni maggiori si sono concentrate sul diritto dei cittadini all’informazione, infranto sistematicamente da bollette poco trasparenti e contratti non molto chiari.

Ma il diritto in assoluto più violato da tutti i settori è stato quello alla tutela: tutti i cittadini hanno diritto ad attivare azioni di tutela individuali o collettive, e dovrebbero essere favorite le pratiche di risoluzione alternativa, come le conciliazioni che risparmiano su tempi e costi. Un cittadino, soprattutto di fronte ad una controversia con la pubblica amministrazione, è difficile che intraprenda un’azione individuale, perché si troverebbe ad agire da solo e con pesanti oneri economici e temporali. E’ necessario quindi che in ogni settore ci siano delle forme di tutela adeguate e che il cittadino non sia lasciato da solo e senza i mezzi per agire.

Nel settore bancario la violazione del diritto alla tutela ha riguardato il 35% dei reclami: il motivo principale è stato il mancato rispetto delle liberalizzazioni di Bersani soprattutto nell’ambito della portabilità dei mutui.

"I dati denunciano lo scarto tra i diritti riconosciuti sulla carta e l’enorme sforzo che bisogna fare per metterli in pratica". Ha esordito così il vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia nel suo intervento. Trincia pone all’attenzione del nuovo governo l’urgenza di interventi a tutela del cittadino, perché se "il diritto alla tutela è quello più violato vuol dire che le decisione prese dall’alto non sono adeguate".

E Cittadinanzattiva chiede una maggiore inclusione delle associazioni dei consumatori nei tavoli istituzionali e nei confronti con le varie categoria per una più profonda presa di coscienza del ruolo utile che esse svolgono al fianco del consumatore.

Il presidente del Movimento Difesa dl cittadino Antonio Longo è pienamente d’accordo su questo. "Come associazioni dei consumatori noi dobbiamo avere un ruolo più importante e responsabile – ha dichiarato Longo – Noi abbiamo nelle autorità di regolamentazione il nostro alleato più potente e con loro che dobbiamo vigilare affinché il nuovo governo non faccia passi indietro nel processo di liberalizzazione".

Anche l’accordo stretto tra i Consumatori e l’Abi sull’estinzione anticipata dei mutui immobiliari non è stato rispettato, per non parlare delle spese di chiusura dei conti correnti bancari che sono state sostituite dalla voce "oneri e spese di liquidazione interessi".

Nel settore dell’energia continua ad esserci scarsa informazione, poca trasparenza, ambiguità nei contratti e difficoltà a confrontare le offerte più convenienti, tanto che il 47% dei cittadini crede che la liberalizzazione non abbia apportato alcun vantaggio. Quasi sempre le richieste di rimborso al fisco o le contestazioni delle multe diventano delle azioni lunghe e piene di ostacoli, praticamente delle missioni impossibili.

Cittadinanzattiva propone la Carta dei diritti del cittadino, in cui vengono fissati i 10 diritti fondamentali per ogni consumatore e Longo dichiara che "il Movimento Difesa del Cittadino la sottoscriverà perché potrebbe diventare la magna carta del consumerismo. Ormai – conclude Longo – con il processo di liberalizzazione i cittadini hanno capito che non c’è più spazio per le corporazioni e chiedono sempre di più che i servizi siano di qualità".

a cura di Antonella Giordano

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