Polizze dormienti, il Governo non approva emendamento

Mentre è in corso la manifestazione di protesta, a Piazza Montecitorio, delle vittime della Legge 166/2008, quella che sta letteralmente scippando i risparmi di una vita ai cittadini, mentre i cittadini stanno ancora cercando di capire come sia possibile una legge del genere, in un paese civile e mentre si sta ancora sperando in un "rimedio", il Governo perde "l’ultima occasione per salvarsi la faccia totalmente compromessa nella vicenda delle polizze dormienti".

Era l’ultima occasione, quella del decreto incentivi; si sperava che nel decreto ci fosse, come promesso, l’emendamento alla Legge 166/2008 che ne eliminava la retroattività, salvaguardando il diritto delle famiglie dei risparmiatori deceduti, che avevano sottoscritto le cosiddette polizze dormienti, di recuperare i soldi. Ma il Consiglio del Ministri ha approvato il decreto incentivi senza l’emendamento.

A dare la notizia sono Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino, le Associazioni dei consumatori che dalle 10 stanno manifestando accanto alle famiglie truffate. "In questo modo, – spiegano le quattro Associazioni dei consumatori – Tremonti mette le mani nelle tasche di famiglie spesso povere, ma che comunque avevano affidato allo Stato attraverso Poste i risparmi di una vita. Questi soldi non si sa neppure dove andranno a finire, perché questo Governo sta pensando soltanto a raccattare soldi da tutte le parti per un fantomatico Fondo per il risparmio tradito, che in realtà non sta dando nulla a nessuno".

"Stiamo studiando tutti i modi per vincere questa battaglia contro questo decreto e ci riusciremo – ha detto Antonio Lirosi, responsabile Commercio e Consumatori del Pd, anche lui, da stamattina, al fianco dei manifestanti. "Prima di tutto la retroattività non è così scontata – spiega Lirosi – perché fino ad ottobre 2008 valeva la regola dei dieci anni. Questo ha spinto ieri sera Poste a fare pressione sul Ministero dell’Economia e so che hanno riaperto il caso durante il Consiglio dei Ministri".

A quanto pare neanche le pressioni di Poste sono servite. "Abbiamo ancora a disposizione vari strumenti per agire: gli emendamenti che noi continueremo a presentare, le azioni di diffida e poi, per ultima, c’è la Corte Costituzionale. Stiamo preparando un’interpellanza urgente per spingere le Poste a non versare i soldi, perché fino ad ottobre 2008 valeva la disciplina dei dieci anni sui dormienti, quindi questo sarà materia dei giudici".

"Ma è una cosa incivile, da terzo mondo far partire una legge due anni prima" dice una voce dal gruppo dei manifestanti. "Anche uno studente al primo anno di giurisprudenza, infatti, può vedere che c’è un difetto di incostituzionalità – risponde Lirosi – perché c’è un danno di tipo patrimoniale rispetto ad un diritto acquisito; e poi ci sono tre normative che si contrastano: il regolamento fatto dal Governo Prodi nel 2007 che disciplina le modalità di versamento al Tesoro dei dormienti, sia per le assicurazioni sia per le polizze di poste, e che dice che la prescrizione arriva dieci anni dopo e questa norma non è stata abrogata ed è valida fino ad ottobre 2008; poi arriva il Decreto Alitalia che obbliga le compagnie a versare tutte le polizze non riscosse dal 2006 in poi, cambiando il termine di prescrizione; e poi c’è anche il Codice Civile che dà 10 anni di tempo agli eredi per accettare l’eredità".

"Quindi i giudici si divertiranno con questa che è un’ingiustizia che lede i principi costituzionali, attacca le persone negli affetti più cari e crea un danno anche a Poste che da sempre è considerato un posto sicuro dove mettere i soldi."

Ma Poste cosa dice? "Loro dicono che devono rispettare la Legge perché le sanzioni sono molto pesanti e colpiscono la responsabilità degli amministratori, quindi se non ci sarà una modifica legislativa loro non possono non versare questi soldi. Sanno bene – spiega Lirosi – che vanno incontro a tantissime cause e io gli ho posto il problema che non è così pacifico che loro debbano versare quello del passato perché vigeva un’altra normativa e loro hanno detto che tenderanno ad applicare la legge 166/2008, sulla base di una valutazione, ma sperano in un intervento del Governo. Quello che è grave è la sordità del Governo che, a distanza di due anni dal Decreto Alitalia, continua a non voler capire i danni che ha generato. E la beffa è che il Fondo dovrebbe servire a risarcire le frodi Alitalia, frodando altri cittadini e, ad oggi, ancora non è arrivato un euro ai truffati. Noi abbiamo l’appoggio di tutto il Partito Democratico e c’è l’impegno a lavorare sin dalla settimana prossima".

di Antonella Giordano

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