Polizze dormienti, la voce dei truffati (2)

Come promesso, continuiamo a dare voce alle migliaia di risparmiatori vittime della legge 166/2008. A coloro, cioè, che si sono accorti di non avere più la possibilità di incassare le polizze vita sottoscritte perché cadute – tacitamente – in prescrizione e devolute ad un Fondo creato per risarcire le vittime dei crack finanziari. Prima, però, alcuni aggiornamenti sulla vicenda. Il 31 marzo, data in cui le compagnie assicurative devono comunicare al ministero dell’Economia l’importo delle polizze da versare al Fondo, si avvicina e ancora non è chiaro se il Governo presenterà un emendamento che modifica la legge 166 nella parte in cui rivede i termini di prescrizione delle polizze dormienti. L’occasione potrebbe essere il decreto incentivi che verrà, molto probabilmente, discusso venerdì prossimo 19 marzo. Lo stesso giorno si sono dati appuntamento a Roma, in piazza Montecitorio, le vittime della legge 166/2008. Nel frattempo anche l’opposizione si sta dando da fare. Il deputato Fluvi, infatti, ha presentato un’interrogazione in Commissione Finanzein cui ha chiesto di sapere l’ammontare delle risorse provenienti dai cosiddetti "conti dormienti" nonché come il "Governo intenda risolvere le problematiche connesse alla devoluzione al Fondo delle risorse derivanti dalle polizze assicurative, che dovrebbe essere effettuata entro la fine del mese di marzo". Fluvi, infatti, ha evidenziato "una discrasia tra il termine a partire dal quale si considerano «dormienti» i depositi bancari e quello, più breve, oltre il quale sono qualificati come «dormienti» le polizze assicurative. Auspica quindi che l’Esecutivo possa intervenire rapidamente in merito, eventualmente inserendo una norma in tal senso nel ventilato decreto-legge sugli incentivi ad alcuni settori produttivi". Di seguito un sunto delle mail pervenute all’indirizzo redazione@helpconsumatori.it cui invitiamo a segnalare altre storie:

Fabrizio: "Nel 20 Febbraio 2007 mia madre muore. Il momento più brutto della via vita. Dopo qualche tempo mi accorgo di due polizze sulla vita stipulate da mia madre con Poste Vita. Mi reco presso Poste e chiedo piegazioni, sono polizze sulla Vita ma l’addetto mi riferisce che si tratta, in pratica, di forme di investimento e che posso, anzi mi consiglia, di lasciarle scadere a 10 anni tanto io e mio fratello siamo i LEGITTIMI beneficiari. Rassicurato dal fatto che sul contratto c’e’ scritto esplicitamente che poste vita rinuncia al diritto di prescrizione e che da’ il diritto di riscossione fino alla naturale scadenza dei 10 anni decido di seguire il consiglio degli addetti alle poste che nel frattempo ho sentito in più occasioni. Un giorno dei primi mesi del 2009, facendo fila alla posta, vengo a sapere CASUALMENTE della legge 166, mi rivolgo al consulente finanziario che mi conferma che, purtroppo, anche io sono tra i malcapitati della legge 166 e che loro ne sapevano comunque poco e che la direzione poste non li aveva avvertiti (la circolare interna arriverà solo a maggio / giugno dopo l’entrata in vigore della legge del 1 Gennaio 2009). Mi sbrigo a capire cosa fare e sempre l’addetto postale mi indica come chiedere il rimborso delle due polizze per un valore complessivo di circa 30.000 euro ovvero i risparmi di una vita fatta di rinunce per lasciare qualcosa ai propri figli (me e mio fratello). Quando il consulente di Poste mi diede la notizia mi ricordo che stavo per svenire e subito dopo per mettermi a piangere ma resistetti in quel momento per poi sfogarmi in privato".

Marisa: "Mia zia era una persona semplice. Non aveva figli e con i risparmi avrebbe potuto concedersi qualche vacanza, qualche bel vestito, magari una casetta al mare. Invece risparmiava, perché "non si sa mai" e perché voleva aiutare i suoi nipoti e pronipoti a "costruirsi un futuro". All’inizio il risparmio era in buoni postali fruttiferi ma poi un "consulente" di Poste (?!) la indusse a stipulare delle polizze Poste Vita. Mia zia muore all’inizio del 2006 e all’ufficio postale non hanno dubbi: "conviene" non chiederne la liquidazione ma aspettare. Verifico bene ed effettivamente sul prospetto allegato alle polizze è scritto in modo inequivocabile che "la politica di Poste è di non avvalersi del termine di prescrizione fissato dal codice civile e pertanto potrà essere richiesta la liquidazione della polizza entro 10 anni dall’evento…" e decido di aspettare, per la riscossione, di avere una esigenza reale (i soldi, si sa, una volta "in tasca" è più facile spenderli) e che i miei figli diventino maggiorenni. Lo faccio all’inizio del 2009 e mi sento dire che per effetto della legge n. 166/08 miei 15.000 eurosono perduti".

Marta. "La polizza Poste Vita è stata sottoscritta da mio nonno il 27.1.2005 , beneficiari designati me, mio papà e mia sorella. Mio nonno è deceduto il 09.10.2007. Dopo circa sei mesi dalla morte del nonno ci siamo recati al nostro ufficio postale e nell’occasione ci è stato detto che potevamo aspettare a chiedere il riscatto dei 36.000 euroinvestiti dal nonno dato che la naturale scadenza della polizza era ancora parecchio lontana (27.01.2015). Il 13.02.2009 abbiamo richiesto la liquidazione della polizza, abbiamo seguito tutto l’iter e l’impiegata dell’ufficio postale ci ha garantito che entro tre mesi avremmo ricevuto i nostri soldi. Passati i tempi nessuno è stato piu’ in grado di darci risposte sul ritardo, perciò abbiamo inviato in data 11/11/2009 una raccomandata alla sede di Poste Italiane a Roma. In data 28/01/2010 Poste Italiane ci risponde che i nostri soldi sono destinati al fondo delle vittime di frodi finanziarie per la richiesta da noi avanzata dopo il tempo limite di un anno. e tutto il resto è storia nota…"

Matteo. "Rappresento la vicenda di mia madre e di 2 mie zie che a causa della retroattività della L.166/2008 si vedono bloccare il riscatto di tre polizze vita di cui sono beneficiarie per un ammontare di € 60.000,00. Il titolare delle polizze, mio nonno, loro padre, è deceduto in data 13/10/2007. Le polizze erano state stipulate nel 2002 per una durata di anni 10. Causa prescrizione dovevano essere riscattate entro 1 anno dal decesso, ma , alla richiesta di riscatto, Poste Italiane, ha comunicato che le tre beneficiarie potevano portare le polizze fino a scadenza nel 2012. A maggior ragione, sulla nota informativa del contratto di ogni polizza, è ben specificato che Poste Vita non si avvale del diritto di prescrizione ma fa durare la durata per il riscatto, in caso di premorienza, per i 10 anni successivi al decesso del l’assicurato. Quindi tranquillamente, si accantona la vicenda. Il 27/10/2008 viene disposto dal governo che tutte le polizze non riscattate entro 1 anno dalla morte dell’assicurato devono essere versate al fondo anti crack finanziari – decreto salva Alitalia – , con data retroattiva; quindi le interessate si sono trovate dopo il 28/10/2008 a dover richiedere il riscatto di polizze scadute il 13/10/2008. Trascorsi i tempi tecnici per avere informazioni di tutto ciò, in data 31/01/2009 è stata inoltrata la richiesta di riscatto, ma ovviamente i tempi erano già scaduti. Ed oggi la storia la conosciamo bene tutti!"

Maria: "Sono la beneficiaria di una polizza sulla vita stipulata con Poste Vita. La polizza (il cui nome è"programma dinamico RADDOPPIO") è stata stipulata nel 2002 da mio marito che è deceduto nel 2005, ma, su consiglio di Poste Vita e forti del contratto ("Poste Vita rinuncia a tale diritto (prescrizione di un anno) e corrisponde il capitale in caso di morte, purchè la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni"), la polizza ha continuato ad esistere per portarla fino a scadenza (nel 2012). Nel 2009 è stata fatta richiesta di liquidazione e solo pochi giorni fa è stata data la comunicazione che la somma sarà versata al fondo per l’indennizzo dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Il premio iniziale della polizza era di 5700 €".

Daniela: "Negli anni 2001 e 2002, mio padre stipula 3 polizze Poste Vita nel nostro ufficio postale locale. I beneficiari sono la mamma, mio fratello ed io. Il mio padre muore nel Luglio 2006. Nel 2007 andiamo alle poste dove pero’ ci viene consigliato di non riscattare le polizze in quanto una addirittura sarebbe raddoppiata se lasciata maturare sino alla data di scadenza 2011/2012. Noi ci fidiamo . Nel LUGLIO 2009 (!) veniamo informati in modo confuso da un’impiegata delle poste locali che I risparmi di papa’ e mamma ci verranno tolti per essere devoluti a chi e’ vittima di frodi???? Confusione totale.
E noi? Non e’ una frode questa?"

Paola: "Mio papà muore nel 2005, mia mamma eredita i beni di mio papà e investe anche i suoi risparmi in polizze. Mia mamma muore nel 2007. Mi reco in banca per la successione e l’impiegata mi consiglia di non liquidare le polizze fino alla scadenza perché non avrei avuto indietro l’intero capitale investito. Mi informo. Mi dicono che è pratica comune e che si può fare. E’ inutile stia a spiegare l’epilogo della vicenda.
Più di 100.000€; la liquidazione di una vita di lavoro di un ingegnere che si alzava alle 5 di mattina per andare a lavoro e di una casalinga che si faceva il giro dei mercati per risparmiare anche 1.000£. Mai un viaggio, mai uno sfizio, Solo per me che ora sono ricercatrice precaria. Questa è la mia storia.Un lutto nei lutti".

Ezio e Mirco: "La nostra storia è simile a tutte le altre. Uno zio lascia a me e a mio fratello sotto forma di polizza postevita raddoppio "per fortuna" la modica cifra di 1.500,00 euro a testa. Nel 2006, quando muore, le poste ci consigliano di lasciare tutto investito visti i grossi rendimenti e comunque garantiscono la scadenza dei dieci anni. L’anno scorso la scoperta… vanno tutti ad un fondo per vittime di truffe finanziarie!! E noi che cosa siamo, siamo truffati pure noi o no?"

Angela: "Sono beneficiaria di due polizze Vita,stipulate 05|09|2002e04|03|2005da mia madre morta il15|02|2006 della cui esistenza ero ignara, venendo a conoscenza solo nell’agosto 2009. Fatto richiesta alla posta per il riscatto, mi e’ stato risposto che non era possibile in quanto secondo la legge approvata nel 2008, i capitali delle suddette polizze sono congelati. In tutto questo sono anche senza lavoro".

Serafino: "Mio padre un pensionato di 550 euro mensili dopo una vita di veri sacrifici ha lasciato due polizze vita , una a me come beneficiario di 10.000euro e una a mia sorella di 15.000 euro. Nel dicembre 2005 viene a mancare, ci rechiamo in posta a chiedere come comportarci con queste polizze, e ci consigliano di aspettare la scadenza; tanto per 10 anni li potevamo ritirare quando volevamo. Quando nel 2009 ad aprile per problemi personali decido di ritirare la polizza, mi dicono che in virtu’ della legge 166/2008 ho perso tutti i soldi io,e mia sorella. Ma come mio padre ha fatto enormi sacrifici per lasciarci quei risparmi di una vita, possibile che mi vengano rubati così? Quella polizza non dormiva per niente, doveva ancora scadere, scadeva la mia maggio 2010, quella di mia sorella 2011. Sono soldi nostri dei figli di mio padre e di nessun altro!!!"

Maria. "Nel 2005 mio papà sottoscrisse 3 polizze con Postevita per un totale di 36.000 euro. Alla sua morte, avvenuta nel giugno del 2007, mi recai all’ufficio postale per chiedere dei chiarimenti su queste polizze e cosa dovevo fare per incassarle. Mi fu risposto che, a meno che non ne avessi avuto bisogno, non mi conveniva incassarle perchè il loro rendimento era buono, anzi avrei potuto portarle sino alla scadenza che sarebbe avvenuta nel 2012, questo perché Postevita garantiva per 10 anni il periodo di prescrizione delle polizze. Nell’aprile del 2009, avendo bisogno di contanti tentai di venderle, fu così che scoprii l’esistenza di questa legge iniqua e ingiusta che mi priva del mio sacrosanto diritto di riavere questi soldi, frutto di una vita di lavoro e sacrifici della mia famiglia! Anche la direttrice dell’ufficio postale mi disse che non sapeva nulla dell’entrata in vigore di questa legge! Ma come può essere possibile? Sono arrabbiata e delusa dal comportamento della classe politica che ha permesso questo ladrocinio!! Mio papà era un carabiniere, ha sempre servito con lealtà e devozione il suo paese, anche nei momenti più drammatici, come negli anni ’70, quando le Brigate Rosse terrorizzavano e uccidevano esponenti politici e poliziotti e già solo circolare con una divisa addosso, costituiva un grosso rischio. Sono sicura che se fosse ancora vivo si sentirebbe non solo arrabbiato ma anche TRADITO da quello stesso Stato che era orgoglioso di servire!!"

Maria Claudia: "I miei genitori avevano sottoscritto programma dinamico di Poste Vita "Ideale" 1 polizza di 5000 € ciascuno nel nostro ufficio PT. Nel 2006 mio papà viene a mancare, ci rechiamo alla Posta,ci consigliano di non chiedere il rimborso. La politica delle Poste è quella di non avvalersi del periodo di 1 anno per la prescrizione,ma di concedere 10 anni. Nel 2009 ci avvisano che le polizze, index linked avevano perso il 60%del valore,quindi la beneficiaria chiede il rimborso, causa premorienza dell’assicurato, il 3 marzo 2009. L’11 febbraio scorso, da Roma ci arriva la risposta. A causa della legge nr. 166 del 27/10/2008, con effetto retroattivo, lo Stato impedisce agli eredi beneficiari di riscuotere le somme e le destina al fondo istituito per i risparmiatori vittime di frodi finanziarie, con legge 266 del 23 dicembre 2005. Una beffa ! In Italia ci sono tante famiglie nella ns. situazione. Io sono profondamente indignata per quello che sta succedendo, ci vogliono rubare quello che i ns cari con tanti sacrifici avevano messo da parte per la loro vecchiaia".

di Valentina Corvino

 

 

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