Polizze dormienti, storia di una truffa legalizzata (1)

Quante sono le vittime della legge 166/2008? Ormai è da tempo che se ne parla, che si parla di una sua necessaria modifica nella parte relativa alle polizze dormienti ma nessuna istituzione, fin’ora, ha dato risposta ai risparmiatori, nonostante le azioni intraprese da varie Associazioni. Secondo Paolo Martinello, Altroconsumo, si tratta di decine di migliaia di risparmiatori e l’entità dei rimborsi è di almeno 50 milioni di euro. Niente male! Le Associazioni dei Consumatori si stanno molto occupando della vicenda. Hanno proposto diversi emendamenti nessuno dei quali è andato a buon fine: alla legge Finanziaria, al Milleproroghe, e, da ultimo, al decreto incentivi che vedrà la luce non prima di Pasqua. Dal punto di vista legale, invece, Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori hanno annunciato una causa collettiva nei confronti di Poste Vita e INA (nei prossimi giorni sui siti www.adiconsum.it, www.adoc.org e www.legaconsumatori.it sarà a disposizione la modulistica per aderire alla causa). Il Partito Democratico si è mostrato sensibile alla vicenda e il suo responsabile alla politica dei consumatori, Antonio Lirosi, ha rilasciato più volte dichiarazioni in merito. Anche il popolo del web si sta dando da fare: sul sito petizionionline.it è possibile sottoscrivere una petizione per chiedere la modifica delle legge 166/2008 nella parte relativa alle polizze vita dormienti mentre un gruppo nato su facebook raccoglie le storie dei "truffati" dalla legge 166.

Help Consumatori ha ricevuto molte mail di protesta, pacate ma intense. Le storie si somigliano tutte: i risparmi messi da parte da un genitore ormai defunto e l’impossibilità di riscattarli degli eredi. Tutti si chiedono: "Non è forse questa un’ingiustizia". Non volendo entrare nel merito della questione, crediamo fortemente che a queste persone vada data una speranza, subito. E’ assurdo prevedere il risarcimento alle vittime delle frodi finanziarie "frodando" altri risparmiatori. Non trovate? Raccontiamo, intanto, le storie.

"Io e mia sorella siamo rimasti truffati per complessivi 34.000 euro per non aver ritirato entro il termine due polizze poste vita fatte da mio padre nel 2005. A novembre 2007 mio papà muore. A dicembre 2009, dopo aver visto la trasmissione "Mi manda Rai 3" e senza aver mai avuto un avvertimento da poste vita, proviamo a riscuotere le polizze. I risultato è che la legge 166 ce le ha rubate" ci scrive Walter.

Giuseppe, invece, ha visto svanire nel nulla "68 mila euro che mia madre aveva conservato, nella sua lunga vita fatta di sacrifici e rinunce, quando mi sono recato alla posta per riscuotere il denaro, mi è stato detto che per gli effetti della sopracitata legge (ndr 166/2008), i soldi dovevano essere devoluti al fondo del Ministero delle Finanze, e che loro non erano dovuti ad avvisare nessuno, e che il fatto che Polizze Vita si impegnava a devolvere il dovuto anche dopo 10 anni dalla morte del contraente era da considerarsi nullo, perchè la legge 166/08 annullava anche questo. Mia madre era analfabeta, ed io non sapevo niente di quello che lei stava facendo (voleva solo farmi una sorpresa) e penso che nell’ ufficio postale le hanno spiegato la cosa tale e quale a quella che le sto illustrando a Lei". Giuseppe si chiede e ci chiede "come sia possibile che lo Stato che dovrebbe essere esempio di moralità, onestà, chiarezza e sopratutto legalità, possa agire così cinicamente e in maniera fraudolenta? I signori che hanno fatto questa legge, hanno mai pensato che se non si fa niente migliaia e migliaia di famiglie italiane si troveranno in una situazione disperata e come se non bastasse bisogna aggiungere la rabbia per non essere stati avvisati, per essere stati presi in giro e per i sacrifici che le persone contraenti hanno fatto e che finiranno nelle mani di altre persone che niente hanno a che vedere con loro e i loro sacrifici".

E’ simile la storia di Ivana: "Nel 2002 e nel 2004 mia madre sottoscrisse 2 polizze vita con scadenza 2011 e 2012, io sono beneficiaria, qualche mese dopo la sua morte avvenuta a marzo 2005 mi sono recata all’ufficio postale per informarmi sulle modalità di richiesta di liquidazione e verificare se la documentazione che avevo preparato fosse corretta, il direttore mi disse che potevo lasciare tutto il capitale fino a scadenza perchè poste Vita rinuncia al diritto di prescrizione per i 10 anni successivi all’evento, quindi se i soldi non mi servivano in quel momento sarebbe stato stupido ritirarli, visto che i titoli rendevano bene, perciò ho deciso di lasciarli fino a scadenza, la stessa risposta mi è stata data anche in occasioni successive, fino a maggio del2009 quando sono venuta a conoscenza della legge 166, ho fatto domanda di liquidazione subito, naturalmente la risposta è stata negativa".

Daniela, invece, racconta una storia di una famiglia (la sua) di emigranti, a Londra, di rientro in Patria. Di somme messe faticosamente da parte, di fiducia nel sistema bancario e postale italiano: "sono la beneficiaria,assieme a mia madre e mio fratello, di 3 polizze assicurative stipulate da papà nel 2001 e 2002 presso Poste Vita. Premetto che i miei genitori, i loro risparmi li hanno sempre messi ‘sicuri’, cioè anche se rendevano poco non importava, l’importante che fossero li’ in caso di bisogno. Mio padre si fidava del impiegato delle poste. Nato nel 1931,emigrato a Londra assieme alla mamma nel ’59,a lavorare sotto padrone sino al rientro nella sua amata Italia con famiglia nel 1982 (anno in cui l’Italia vinse I Mondiali). A noi figli nati e cresciuti all’estero ha trasmesso l’amore e rispetto per la sua Madre terra. E fin qui……Il nostro amato papà e’ deceduto nel luglio 2006 a seguito di malattia. Nel settembre 2007, siamo andati in posta per sentire un pò cosa si doveva fare………a parte il fatto che le polizze in quel momento non rendevano un granche’ non ci fu comunicato nessun grande cambiamento perciò abbiamo deciso di lasciarle maturare sino alla loro scadenza nel 2011/2012 in quanto una delle tre avrebbe dovuto raddoppiare. Luglio 2009…..arriva una telefonata confusa da la nostra impiegata postale di fiducia spiegandoci che i soldi della mamma e del papà ci venivano ‘presi’ dallo Stato, per risarcire le vittime di frode! Sinceramente, li per li’ pensavamo che ci fosse stato qualche errore da qualche parte, ci sembrava talmente grossa, anche perche’ nessuno sapeva cosa era meglio fare. All’inizio ci fu consigliato di non inoltrare nessuna domanda ,poi a settembre, ci fu consigliato di inoltrare la domanda di riscatto delle polizze. Cosi abbiamo fatto. Lunedì 1° marzo ci è arriva tata la risposta ‘…indipendentemente dalla politica di Poste Vita di non avvalersi del diritto di prescrizione,la scrivente società e’ obbligata,in forza Della suddetta Legge (166/2008) ,a versare tali Somme al citato Fondo e quindi a non poter accogliere la richiesta di liquidazione….’. Noi ci domandiamo , ma come possibile che una Legge, istituita nel 2008, possa cambiare ciò che mio padre aveva stipulato nel 2001/2002, e che avremmo potuto volendo rimediare, averlo saputo nel 2007,ma che non avremo potuto sapere visto che la Legge e’ stata istituita poi nel 2008???? Ma non e’ una frode questa?????"

Infine c’è Maria: "la polizza è stata stipulata nel 2002 e l’assicurato è deceduto nel 2005, ma, su consiglio di Poste Vita e forti del contratto ("Poste Vita rinuncia a tale diritto (prescrizione di un anno) e corrisponde il capitale in caso di morte, purchè la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni"), la polizza ha continuato ad esistere per portarla fino a scadenza (nel 2012). Nel 2009 è stata fatta richiesta di liquidazione e solo pochi giorni fa è stata data la comunicazione che la somma sarà versata al fondo per l’indennizzo dei risparmiatori vittime di frodi finanziarie". "Riuscite a darci buone notizie?", ci chiede, in conclusione, Maria. Come Le vorremmo rispondere di sì!

HelpConsumatori invita i risparmiatori frodati a scrivere all’indirizzo redazione@helpconsumatori.it

di Valentina Corvino

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