Poste, Altroconsumo: “Quattro lettere su dieci in ritardo”

Quattro lettere su dieci arrivano in ritardo. Lo rileva un’indagine di Altroconsumo che sottolinea come il semplice invio delle lettere da maggio 2006 può avvenire solo tramite posta prioritaria e ad un aumento dei prezzi per il consumatore non è corrisposto un aumento della qualità del servizio. In particolare, dal maggio 2006, il ministero delle Comunicazioni ha abolito la posta ordinaria, il cui costo del francobollo era di 0,45 euro, aumentando di un terzo il prezzo del servizio, diventato obbligatoriamente di posta prioritaria, portando il francobollo al costo fisso di 0,60 euro.

La ricerca è stata svolta su sette città italiane – Bari, Bologna, Genova-Sori, Milano, Napoli, Roma, Torino, per fotografare l’efficienza e la puntualità del servizio di posta prioritaria. Durante dieci giorni, alle stessa ora, sono state inviate sei lettere in posta prioritaria, utilizzando sempre le stesse cassette della posta delle sette città coinvolte. Sessanta lettere per città, per un totale di 420 missive. Controllando la data di consegna, Altroconsumo ha verificato se i tempi promessi dalle Poste nei propri obiettivi qualità siano stati rispettati.

Il risultato? Quasi quattro lettere su dieci sono arrivate in ritardo, ben oltre le 24 ore, dunque né nel giorno di spedizione né nel giorno lavorativo successivo. Oltre al danno, la beffa: Oltre una lettera su quattro è arrivata dopo due giorni, mentre sei missive tra quelle spedite si sono perse per strada.

I ritardi maggiori si sono registrati a Bari, dove solo il 37% delle lettere sono state consegnate entro le 24 ore e il 7% dopo tre giorni. Tra le peggiori anche Napoli dove il 43% delle lettere è stato consegnato entro un giorno. La più efficiente è stata invece Genova (Sori), con l’85% delle buste arrivate nei tempi previsti. Nel 2002, da una precedente inchiesta di Altroconsumo, era ben il 90% delle missive ad arrivare entro le 24 ore: oggi siamo solo al 61%.

"Per il 2009 – afferma l’associazione – è previsto un allargamento del mercato ad altri operatori e nel frattempo, in regime praticamente di monopolio, è il consumatore a rimetterci, in termini di scarsa efficienza del servizio e di non corrispondenza di un rimborso in caso di standard qualitativi non rispettati. La differenziazione dell’offerta del servizio postale sia in termini di servizi che di prezzo è improrogabile perchè ci sia concorrenza nel settore".

 

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