Premio Dona, Indagine UNC: ecco i consumatori a tavola

A tavola i consumatori italiani effettuano sempre di più scelte consapevoli: leggono le etichette e apprezzano il valore del mangiar sano e del benessere fisico. Peccato che una buona parte dei cittadini ha problemi di comprensione con le etichette, in particolare se si tratta delle sigle di qualità (DOP, IGP e STG). E’ quanto emerge dall’indagine "Consumatori a tavola. La spesa alimentare tra sicurezza, qualità e convenienza" che l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha commissionato a Ipsos e ha presentato oggi in occasione del "Premio Vincenzo Dona 2009".

La ricerca è stata svolta telefonicamente su un campione di intervistati di 1000 persone nel periodo che va dal 1° al 13 ottobre.

I dati parlano chiaro: il 79% del campione si ritiene "molto" o "abbastanza" d’accordo sulla propria abitudine di leggere sempre le etichette riportate sulla confezione dei prodotti alimentari. Solo poco più di 4 consumatori su 10 dichiarano, però, di comprenderle: (45%).

Un 40% non si rende conto di cosa significhino tutte quelle informazioni riportate sul prodotto e un 9% dichiara di non leggerle e non comprenderle. I problemi maggiori si riscontrano nel caso dei marchi di denominazione europei, ovvero le DOP (Denominazione di origine protetta), IGP (Indicazione geografica protetta) e STG (Specialità tradizionale garantita). Circa il 30% degli intervistati è in grado di dare la giusta definizione delle tre sigle. La più sconosciuta? Le STG: solo il 19% ha indicato la giusta dicitura mentre un 44% non sa indicare.

Nonostante questa confusione in tema di marchi di origine europei gli italiani considerano imprescindibile il legame tra alimenti e provenienza italiana, ovvero Made in Italy. E’ l’origine italiana delle materie prime e localizzazione italiana della filiera, e non semplicemente il marchio italiano, a determinare il vero Made in Italy. Secondo la ricerca il 91% del campione considera la provenienza delle materie prime il requisito essenziale per definire un prodotto come italiano. L’85% ha indicato la produzione in Italia e l’82% il fatto che sia stato confezionato in una zona tipica di produzione. E proprio l’indicazione dell’origine nei prodotti alimentari è uno dei temi cari alle associazioni dei consumatori. Secondo Massimiliano Dona, segretario generale dell’UNC, "la soluzione per coniugare sicurezza, qualità e convenienza può trovarsi in alcune iniziative che esorteremo le istituzioni ad adottare, e mi riferisco in particolare all’impegno già manifestato dal nostro ministro dell’Agricoltura, per una maggiore trasparenza delle etichette, in particolare della provenienza dei cibi, elemento che potrebbe aiutare i consumatori a fare scelte più attente".

Attenzione all’origine, quindi, ma anche agli aspetti salutistici. L’87% è d’accordo o molto d’accordo con il detto "sono quello che mangio". Dai risultati della ricerca emerge che gran parte degli italiani dichiara di rispettare alcune regole fondamentali del mangiar sano: il 91% degli intervistati consuma spesso o abitualmente frutta e verdura, il 68% fa una colazione completa al mattino e il 56% sta attento alle calorie per mantenersi in forma.

Ma come conciliare il bisogno di una dieta alimentare sana, genuina e di qualità con il risparmio economico in questo periodo di crisi? Con il pragmatismo. Il 54% degli intervistati rinuncerebbe infatti ai prodotti elettronici o elettrodomestici e all’abbigliamento, il 50% a viaggi e divertimenti e solo il 5% alla spesa alimentare. Per fare economia in questo settore i consumatori hanno escogitato alcuni espedienti, come scegliere i formati famiglia (72%) oppure visitare più punti vendita alla ricerca del prezzo inferiore (54%). "Inevitabilmente – ha proseguito Dona – in periodi di crisi la convenienza è un tema importante se si considera che quasi il 20% della nostre risorse sono spese al supermercato nella spesa alimentare. Anche qui fra convenienza reale e fra convenienza delle offerte c’è un certo disallineamento, perché spesso i consumatori vanno a cercare i prodotti in offerta per fare economia, ma magari sono in un grande supermercato e si abbandonano ad acquisti irrazionali che vanificano il risparmio".

A cura di Silvia Biasotto

Comments are closed.