Prima Belluno, ultima Frosinone, tracollo Roma

Milano e Roma seguono strade diverse: la prima risale di dieci posizioni, la Capitale tracolla dal 55° al 70° posto. Al primo posto si conferma Belluno, che pur senza primeggiare segnala buone performance in tutte le aree evidenziate. Il Sud è sempre in panne e si ripropone il divario storico. La qualità ambientale urbana è ferma e si protraggono gli stati di crisi di mobilità, trasporto pubblico e smog. È la fotografia che emerge da Ecosistema Urbano 2009, l’annuale ricerca di Legambiente sulla qualità ambientale di 103 città capoluogo di provincia.

La ricerca, giunta alla quindicesima edizione, è realizzata con la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore ed è stata presentata oggi a Belluno, che guida la classifica della sostenibilità ambientale seguita da Siena, Trento, Verbania e Parma. Sono 125 gli indicatori considerati e mettono in risalto, afferma Legambiente, "un’Italia delle città davvero strana, piena di contraddizioni". Alcune aree progrediscono, sperimentano il teleriscaldamento, seguono la raccolta differenziata. Ma in generale le politiche ambientali restano mediocri. C’è una forte domanda di mobilità sostenibile ma la realtà vede ingorghi, smog, scarso uso dei mezzi pubblici, una bolletta energetica e petrolifera che resta immutata nonostante la crisi e una gestione dei rifiuti anch’essa ferma.

Le prime cinque città sono Belluno, Siena, Trento, Verbania e Parma. Belluno si piazza prima perché ha discreta qualità dell’aria (la media annuale delle polveri sottili scende da 26 a 23 microgrammi per metro cubo, ampiamente entro i limiti di legge), un’ottima raccolta differenziata (il 57,4%), una bassissima produzione di rifiuti, bassi consumi di acqua (136 litri pro-capite) ma perdite eccessive dalla rete idrica (il 36%), un trasporto pubblico sufficiente (76 viaggi a testa ogni anno), una buona dotazione di spazio per le bici (4,6 metri per abitante) e una crescita costante degli spazi interdetti alle auto.

Siena è seconda: migliora nell’inquinamento atmosferico e nella percentuale di acque reflue depurate che arriva al 95%, aumenta ancora i metri quadrati per abitante di superficie dedicati alle bici (che passano dai 3,51 della scorsa edizione ai 4,51) e quelli limitati al traffico veicolare che salgono a 30,94 metri quadrati pro capite. Terza si piazza Trento che progredisce nella raccolta differenziata dei rifiuti (arriva al 50,3%). Al quarto posto c’è Verbania anche grazie a significativi passi avanti, ad esempio, nell’intero settore della mobilità urbana. Al quinto c’è Parma che abbatte notevolmente le concentrazioni di smog.

Negli ultimi posti c’è invece Frosinone, ultima nella graduatoria di Ecosistema Urbano 2009, in coda insieme a Ragusa, Catania e Benevento. Nel capoluogo laziale parecchio smog, un trasporto pubblico quasi inesistente, un altissimo tasso di motorizzazione (73 auto ogni 100 abitanti).

Roma e Milano viaggiano a velocità diverse: la Capitale fa enormi passi indietro e dal 55° posto scivola al 70°, mentre Milano guadagna circa 10 posizioni ed è al 49° posto. Le due aree metropolitane italiane erano fino allo scorso anno appaiate. Roma ha un inquinamento atmosferico leggermente più basso rispetto a quello del capoluogo lombardo, ma per il resto la Capitale mette in fila una serie di risultati negativi: Milano ad esempio batte Roma in raccolta differenziata (31% a 17%), per le isole pedonali, le piste ciclabili.

In generale, rileva ancora Legambiente, le città migliori progrediscono mentre le peggiori sembrano arretrare. "Le colpe della staticità delle città sono varie e non sempre ricadono sui sindaci – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Non è per esempio colpa degli amministratori locali se da molti anni lo Stato investe poco nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, però capita spesso che questo dato oggettivo venga usato come un alibi dai primi cittadini che molte cose utili potrebbero farle e a costo zero, dalla sperimentazione di forme di road pricing sul modello di Londra o Milano, alla moltiplicazione delle corsie preferenziali".

Il presidente di Legambiente traccia dunque "l’identikit del buon amministratore": "un sindaco che agisce per risolvere i problemi e così facendo riscuote consenso. Troppi sindaci sembrano pensare che l’obiettivo di rendere le città più moderne ed efficienti passi più da qualche grande infrastruttura isolata piuttosto che da una forte scommessa sulla qualità ambientale come fattore di benessere civico e anche di sviluppo economico".

LINK: Legambiente

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