Prima riunione del CNCU, l’intervista a P. Landi

Energia, liberalizzazioni e class action. Questi i temi al centro dell’incontro di ieri tra il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e le associazioni dei consumatori del CNCU (Consiglio nazionale consumatori e utenti istituito presso il proprio ministero). Il Ministro ha rassicurato le Associazioni: il 1° gennaio 2009 entrerà in vigore la legge sulla class action. HC ha intervistato il segretario generale dell’Adiconsum, Paolo Landi.

All’indomani dell’appuntamento delle associazioni dei consumatori con il ministro Scajola sulla class action può tracciare un bilancio dell’incontro?

L’incontro è stato molto positivo e concreto. In primo luogo abbiamo cercato di chiarire quello che era il tema dell’azione collettiva e la proposta di rinvio di sei mesi. Da parte del Ministro c’è stata una precisa assicurazione che lui intende realizzare l’azione collettiva e che il rinvio è finalizzato solo a portare miglioramenti al testo. Ha invitato le associazioni a preparare subito un gruppo di lavoro per presentare alcuni emendamenti al testo e ha espresso l’intenzione di fare delle modifiche in questi sei mesi. Inoltre ci ha assicurato che nel rinvio dei sei mesi, e questa era la preoccupazione che noi avevamo, è anche incluso il mandato da parte del Parlamento al Ministero per fare le opportune correzioni e quindi non c’è bisogno di un iter parlamentare nuovo. Questo è molto importante diversamente avrebbe significato spostare il tutto. Abbiamo avuto ampia assicurazione che c’è non volontà di affossare la legge bensì di migliorarla. Come poi i miglioramenti che noi proponiamo possano essere compatibili con quelli proposti da Confindustria resta un punto interrogativo.

Quali sono le modifiche secondo lei che andrebbero apportate?

Il testo attuale è totalmente inefficacie a causa delle procedure molto macchinose, lunghe e per il fatto che garantisce l’impresa ma non il consumatore. Le modifiche sostanziali che a nostro avviso andrebbero apportate sono quattro. La prima: l’esecutività della sentenza del giudice. Il testo infatti attualmente stabilisce che per l’azione collettiva è prevista una sentenza che accerta il diritto ma che non corrisponde ad una esecutività. La seconda: accorciare l’iter burocratico previsto dalla normativa che attualmente prevede una doppia procedura: di ammissione dell’azione collettiva, prima, e poi sul merito. La terza: l’efficacia della sentenza anche nei confronti di coloro che non hanno dato la preventiva adesione. In tutti i Paesi europei infatti anche se l’azione collettiva viene richiesta da uno specifico gruppo di consumatori la sentenza del giudice vale per tutti coloro che hanno subito quel danno. La quarta: il coinvolgimento diretto delle parti in causa, impresa e associazione promotrice dell’azione collettiva, nell’attuazione della sentenza o in un eventuale accordo preventivo, eliminando l’incombenza di una procedura conciliativa assegnata al presidente del Tribunale.

Quando è previsto il primo incontro di lavoro?

Il primo incontro di lavoro per preparare degli emendamenti al testo dell’attuale normativa si terrà il 2 luglio prossimo. Il Ministro riceverà gli emendamenti promossi sia dalle associazioni consumatori che quelli proposti da Confindustria. Spero che il ministro prenda in considerazione quelli presentati dall’associazioni consumatori e non quelli rivolti ad azzerare ulteriormente o ridurre ulteriormente l’efficacia della normativa.

Intervista a cura di Laura Muzzi

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