Privacy, nasce il Laboratorio Sviluppo. HC intervista G. Fortunato, membro Garante

Non c’è solo una privacy difensiva. La privacy realizzata fino in fondo è la manifestazione piena della sfera privata, dei desideri e dei sogni personali, è lo sviluppo della propria individualità libera dai condizionamenti esterni. È questa la base ideale dalla quale prende le mosse il Laboratorio Privacy Sviluppo promosso presso il Garante per la protezione dei dati personali, un forum aperto di discussione e un "work in progress" che si rivolge a tutti i cittadini, un luogo dove chiunque sia interessato può inviare contributi e annotazioni personali. È stato allestito inoltre un sito internet – www.laboratorioprivacysviluppo.it/ – che permette di "navigare" nell’iniziativa e offre spunti di riflessione.

HC ha raccolto la testimonianza di Giuseppe Fortunato che sta coordinando il progetto.

"Il Laboratorio si occupa del potenziamento e dello sviluppo della vita privata. Nella privacy rientrano infatti due aspetti ugualmente importanti: la tutela nei confronti delle interferenze esterne ma anche il potenziamento della vita privata. Con il Laboratorio che ha un carattere culturale e che nasce, è bene sottolinearlo subito, come iniziativa "a latere" rispetto all’attività del Garante, vogliamo far sì che ogni cittadino possa esprimersi secondo la propria libertà e non attraverso standard imposti dall’esterno.

Privacy infatti significa riconoscere la singolarità di ogni persona, la sua individualità irripetibile e il desiderio di trasformare i desideri in realtà. Per questo abbiamo dato vita al Laboratorio, che è un forum aperto in cui si parla dell’intimità e dei desideri personali, un forum permanente di discussione. L’iniziativa è stata avviata il 18 novembre scorso, ne prendono parte fra l’altro il Garante della Spagna, dell’Irlanda, dell’Islanda, della Polonia, della Repubblica Ceca, della Thailandia, della Nuova Zelanda, di Cipro, di Malta ed è sostenuta dal Garante dell’Unione Europea.

Il Laboratorio è un luogo di discussione libera in cui ciascuno può portare il suo contributo, offrire la sua riflessione, inviare considerazioni e proposte. Nel forum si discute infatti del singolo individuo e della possibilità effettiva di sviluppare appieno la propria personalità.La domanda iniziale che poniamo è proprio questa: "in quali casi riusciamo a trasformare i nostri desideri in realtà?". Perché nella privacy non c’è solo la difesa dell’intimità dalle aggressioni esterne, ma anche la manifestazione piena della sfera privata, dei desideri, dell’intimità, dei sogni. Il Laboratorio crede inoltre nella privacy come espressione del principio di sussidiarietà. E ricorda al singolo che deve essere lui stesso il protagonista della sua vita e non deve lasciarla nelle mani di nessuno. Anche attraverso l’invio di apposite schede, sulle quali si possono annotare osservazioni e raccontare esperienze, il Laboratorio si interroga su come si possa passare dalla situazione attuale alla situazione desiderata, vivere la vita più pienamente.

Il messaggio che con questo progetto vogliamo inviare, sul quale vogliamo incoraggiare ciascuno a raccontare la propria esperienza, è dunque questo: "esprimi le tue potenzialità, interrogati sul fatto che alcune persone nella vita riescono a realizzare i loro desideri più o meno pienamente". La singola persona è infatti la grande protagonista di una realtà, quella attuale, in cui avanzano tecnologie che, se da un lato offrono enormi potenzialità, dall’altra consentono un controllo dell’individuo mai visto prima. La sfida posta da questi anni di trasformazione è che ognuno sia in grado di garantirsi la propria libertà e il proprio pieno sviluppo. Il Laboratorio nasce dunque dalla considerazione che il valore della privacy non è un valore di retroguardia, inteso come la difesa del "diritto di stare solo": il diritto alla privacy nella sua pienezza è di più, è il potenziamento della vita privata. Questo è importante perché viviamo in una realtà in cui molte volte prevalgono i ruoli, le funzioni assunte, l’identità acquisita attraverso standardizzazioni imposte dall’alto o dall’ altro. Ogni persona, invece, deve realizzare la propria identità. Ho scritto come coordinatore un testo base per la discussione che si intitola "La svolta". E la svolta è proprio questa: il passaggio da un approccio da spettatore a un approccio da protagonista.

È un messaggio di solidarietà e di fiducia. E rappresenta un altro aspetto, come dicevo, diverso dell’attività svolta istituzionalmente dal Garante per la privacy. Ecco perché abbiamo deciso di parlare un’altra "lingua", non quella ordinaria della pubblica amministrazione. Il 18 novembre prossimo sarà varata la Carta del Laboratorio. L’idea di fondo del Laboratorio? Quella di un luogo in cui la privacy, quale potenziamento della vita privata, sia all’attacco».

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