Pro e contro del digitale al convegno di Adiconsum

Per quale motivo si deve passare dall’analogico al digitale? Potrebbe essere questa una delle domande che il consumatore può porsi in questo momento di confusione in cui l’Italia è comunque prossima allo spegnimento definitivo della tv analogica. "Fondamentalmente i vantaggi per gli utenti sono tre" ha spiegato Antonio Sassano, della Fondazione Ugo Bordoni, che è intervenuto al convegno, organizzato oggi a Roma dall’Adiconsum.

"Prima di tutto una migliore qualità che si esprime con l’Alta Definizione; in secondo luogo l’aumento dell’offerta di programmi gratuiti; infine, cosa da non sottovalutare, i vantaggi del satellite per tutti, cioè la multicanalità, la pay per view, per cui si può pagare 3 euro e vedere un film senza dover fare l’intero abbonamento". Ma ci sono altri 2 motivi che sono importanti per il sistema Paese, e quindi per le aziende, le istituzioni e i cittadini. "Un miglior uso delle frequenze – ha sottolineato Sassano – che sono un bene pubblico. Finalmente finisce la guerra dell’etere che ha visto, in molti casi, delle frequenze accese senza controllo; con il digitale ad ognuno viene assegnata la sua frequenza e si liberano così le risorse per nuove tecnologie e nuovi contenuti. In secondo luogo – ha concluso Sassano – si rispettano gli accordi internazionali".

Ma le associazioni dei consumatori chiedono che gli utenti, soprattutto quelli più svantaggiati tecnologicamente, ottengano informazioni chiare sul processo di transizione dall’analogico al digitale e sui vantaggi e gli svantaggi cui essi si troveranno di fronte. I costi che il consumatore dovrà sostenere per acquistare il decoder e per adattare, eventualmente, il sistema di ricezione e quindi l’antenna o l’impianto condominiale fanno parte degli svantaggi. E poi, nel periodo di transizione, ci saranno delle interferenze. Il beneficio più grande legato al passaggio al digitale è la razionalizzazione delle frequenze per cui si liberano tanti canali anche per la radio e molte frequenze vengono spente per essere assegnate a qualcun altro.

"Con il passaggio al digitale si potrà fare televisione privilegiando i contenuti e non le frequenze – ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani – Le possibilità di vedere la tv si moltiplicano per 5, ci sarà la possibilità di vedere canali tematici e di creare contenuti. E un’altra cosa molto importante – ha detto Romani – sarà l’interattività con i cittadini". Romani ha tranquillizzato sull’attivazione di un call-center aperto dal lunedì al sabato e anche di un call-center dedicato ai rivenditori, l’invio di informazioni nelle case di tutti quelli che hanno la tv e quindi gli abbonati Rai, un messaggio scorrevole in tv per i comuni interessati che indica la data del passaggio e una campagna informativa su tutte le emittenti delle 16 aree, quelle locali e quelle nazionali. Più di questo cosa si può fare?" ha chiesto il Ministro, ricordando che per "tutte le famiglie con un reddito inferiore a 15mila euro ci saranno incentivi obbligatori per l’acquisto del decoder".

"Noi, come rappresentanti dei consumatori, siamo a favore di una transizione – ha dichiarato Mauro Vergari, responsabile del settore Nuove Tecnologie dell’Adiconsum – però questo deve essere celere e regolata per non creare disagi all’utente. Non vorrei che l’attenzione ai consumatori sia solo di facciata, visto che già in Sardegna i cittadini si sono sentiti molto lontani dalle istituzioni. In Italia – ha detto Vergari – non c’è un punto unico di riferimento, ognuno dice la sua e si crea una situazione di confusione. Noi vogliamo informare quel consumatore che ancora non sa bene cosa deve fare, cosa deve scegliere. La chiarezza dell’informazione non può arrivare dalle aziende private, ma deve essere garantita dal Governo. Adiconsum – ha concluso Vergari – propone una legge di transizione che indichi chiaramente cosa succede da qui al 2012".

"Finalmente, come Comitato Italia Digitale, siamo riusciti ad ottenere il calendario preciso del processo di transizione" ha dichiarato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino e rappresentante dei consumatori nel Comitato Italia Digitale. "Dal 1996 al 2006, con eque responsabilità dirigistiche dei Governi, i vari Ministri delle Comunicazioni hanno totalmente ignorato le associazioni dei consumatori, finché il Ministro Gentiloni ha istituito il Comitato Italia Digitale. Noi chiediamo al Governo – ha dichiarato Longo – di parlare il linguaggio della verità con i cittadini, costruendo un percorso di transizione trasparente, fornendo assistenza ai clienti deboli e garantendo l’accesso gratuito al no profit e all’informazione libera e facendo un’offerta che consideri le reali esigenze dei diversi target di utenti".

L’Adiconsum ha proposto una struttura di assistenza nazionale per fornire aiuto a tutti gli utenti, più o meno tecnologici, l’aiuto necessario e ha chiesto che la gestione del coordinamento degli utenti di Italia Digitale venga data ad un rappresentante dei consumatori.

a cura di Antonella Giordano

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