Qualità della mobilità: prima è Aosta, ultima Foggia

L’Italia si muove soprattutto in automobile. È incapace di rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini, priva di un sistema adeguato di trasporti pubblici e con un elevato livello di incidenti stradali che coinvolgono ogni anno oltre il 20% della popolazione. E fra le province italiane, al primo posto si classifica Aosta, all’ultimo Foggia e c’è un gap evidente con le aree meridionali. Sono questi alcuni dei risultati emersi dal 1° Rapporto ACI-Eurispes sulla Qualità della Mobilità nelle province italiane, presentato oggi a Roma presso la sede dell’Automobile Club d’Italia: il documento classifica 103 province italiane sulla base dell’Indice di Qualità della Mobilità e propone un’indagine condotta su 3.500 cittadini sull’uso dell’automobile, dieci focus tematici e interviste a opinion leader.

LE PROVINCE. Al primo posto della classifica ACI-Eurispes per la Qualità della Mobilità si colloca Aosta, seguita da Siena, Parma, Pisa e Terni. Fra i primi venti posti ci sono ben dieci province dell’Italia centrale (sono Siena, Pisa, Terni, Lucca, Arezzo, Perugia, Massa, Firenze, Pesaro ed Ascoli Piceno), sei del Nord-Ovest (Aosta, Mantova, Trento, Biella, Cuneo, Brescia) e quattro del Nord-Est (Parma, Ravenna, Udine e Bologna). Emerge un evidente divario rispetto alle province meridionali che si collocano tutte negli ultimi posti, a partire dalla 82esima posizione di Reggio Calabria e con dati estremamente negativi per l’Italia insulare. La Toscana vive una situazione privilegiata: sei province (Siena, Pisa, Lucca, Arezzo, Massa e Firenze) su dieci si collocano tra i primi venti posti della classifica. Buono anche lo stato dell’Umbria (con Terni al quinto posto e Perugia al tredicesimo). Nel Nord-Est, il risultato migliore è registrato dall’Emilia Romagna che piazza ben tre province (Bologna, Parma, Ravenna) all’inizio della classifica. Non è invece in buona salute la mobilità delle realtà laziali: Roma occupa il 33° posto della classifica, mentre le restanti quattro province si collocano in posizioni piuttosto critiche (Rieti 50esima, Viterbo 67esima, Frosinone 73esima e Latina 81esima). Negli ultimi posti della graduatoria ci sono invece le realtà meridionali: Ragusa (93° posto), Trapani (98°), Siracusa (99°), Agrigento (101°) e Caltanissetta (102°). Detiene il primato negativo una provincia pugliese, Foggia, che si colloca in ultima posizione, ma anche le altre registrano risultati poco soddisfacenti: Bari è 100esima, Taranto 90esima e Brindisi 83esima. E anche la Sardegna non appare una realtà invidiabile: Nuoro è 96esima, Oristano 84esima e Sassari 80esima, mentre Cagliari si colloca a circa metà classifica (58° posto).

TUTTI IN AUTOMOBILE. "Gli italiani – ha detto il presidente dell’ACI Franco Lucchesi – sono i forzati dell’automobile". La ricerca rileva infatti che la mobilità degli italiani è legata soprattutto al lavoro, che rappresenta la ragione principale degli spostamenti per la netta maggioranza dei cittadini intervistati (il 58,3%). L’auto privata è senza dubbio il mezzo di trasporto privilegiato: oltre a quanti (circa il 64% del campione) usano l’auto spesso o sistematicamente in qualità di conducente, occorre infatti considerare anche i cittadini che per i propri spostamenti ricorrono soprattutto al passaggio in macchina (poco meno di uno su quattro). Ed è ancora l’auto, e, più in generale, il mezzo privato di trasporto, a essere privilegiato dagli intervistati che si muovono quotidianamente per compiere i tratti più lunghi rispetto al mezzo pubblico (77% vs 20,5%). Ci si muove in automobile soprattutto per la rapidità degli spostamenti, segnalati dal 37% del campione: in effetti, quanti usano l’automobile denunciano tempi medi di spostamento molto inferiore rispetto a quanti si muovono con il trasporto pubblico: oltre il 72% degli intervistati impiega generalmente meno di mezz’ora per raggiungere il luogo di destinazione mentre fra quanti si spostano in autobus o in tram questa percentuale scende bruscamente al 40,5%. Gli italiani si muovono in automobile anche per la libertà da vincoli di orario (22%) e per un più elevato livello di comfort (17%). Per una minoranza significativa degli intervistati, pari al 15% e abitanti soprattutto nei comuni più piccoli, la scelta dell’auto dipende invece dalla carenza o dall’assenza delle rete di trasporto pubblico. Non mancano naturalmente i fattori critici e i disagi legati all’uso dell’automobile: per il 47% degli intervistati il traffico è il principale problema, soprattutto per quanti abitano nei comuni di grandi dimensioni o nelle città metropolitane. Gli stessi cittadini avvertono anche il problema dello smog, mentre la presenza di mezzi pesanti è vissuta come fonte principale di disagio dai cittadini dei piccoli comuni
(19%). E non mancano i disagi legati alla difficoltà di parcheggiare: il 46% degli automobilisti – quasi la metà – impiega in media più di 10 minuti per trovare parcheggio in centro, soprattutto nelle città metropolitane (58%), dove è più elevata anche la probabilità di essere coinvolto in incidenti stradali.

INCIDENTI. In un anno circa un cittadino su cinque (il 20,3%) è coinvolto in incidenti stradali. In particolare, la possibilità di incorrere in incidenti è elevata soprattutto nelle città metropolitane (22,4%) e nei comuni di media ampiezza (20,2%) mentre è minore nei piccoli comuni (16,6%). E sono i giovani le principali vittime degli incidenti: la percentuale di intervistati coinvolti nei sinistri sale infatti col diminuire dell’età e raggiunge il 20,6% fra quanti hanno fra 35 e 44 anni, il 22,6% fra i 25-34enni per arrivare al 23% fra i giovanissimi, che hanno un’età compresa fra 18 e 24 anni. La maggior parte degli intervistati esprime un giudizio negativo sulla sicurezza, sulla manutenzione e sulla scorrevolezza delle strade.

"Emerge in modo drammatico il problema del Mezzogiorno, con un’Italia spaccata in due – ha detto durante la presentazione il presidente dell’ACI Franco Lucchesi – credo che il Paese debba prendere atto che esiste ancora una grossa questione meridionale". Lucchesi ha inoltre sottolineato che "gli italiani sono i forzati dell’automobile" e ha ricordato la crisi nell’offerta di trasporto pubblico, il problema rappresentato dalla sicurezza delle strade e "una manutenzione dei manti stradali vergognosa e indegna di un paese civile".

Occorre privilegiare la programmazione territorialmente diversificata, riflettere sugli eccessi di regolazione amministrativa che hanno effetti solo sul breve periodo , mentre blocchi e traffico a targhe alterne sono "palliativi" con risultati scarsi sul miglioramento della qualità della vita, e bisogna privilegiare il carattere innovativo di interventi come il car pooling, il finanziamento delle automobili elettriche, i parcheggi di scambio e il rinnovo del parco vetture con autobus a metano e mezzi elettrici: queste alcune delle proposte lanciate dal presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara.

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