RC AUTO. Adiconsum: affrontare criticità per completare riforme

Ha sollevato molte critiche l’audizione di ieri del Presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai. Adiconsum non si è risparmiata e ha colto l’occasione per ribadire all’Ania ed agli altri soggetti interessati i punti di criticità che devono essere affrontati con grande urgenza. Queste criticità, ad avviso di Adiconsum, possono essere affrontate (e risolte) con strumenti semplici, e di facile applicazione che impongono una precisa volontà di tutti gli attori, ma non viene fatto nulla. Ecco i punti i più significativi:

1. Frodi e speculazioni. I dati ufficiali sui sinistri portano le prime oltre il 2% ma in aree come la Campania si stima possano arrivare anche al 20. Meglio non va sotto il profilo delle vetture non assicurate o utilizzanti Certificati assicurativi contraffatti. Questi raggiungono punte anche del 30%. Il pagamento degli incidenti procurati da questi veicoli ricade su tutti coloro che puntualmente e concretamente pagano la polizza, attraverso il Fondo vittime della strada che li rimborsa. Basterebbero poche risorse per varare una vera Agenzia Antifrode con compiti specifici di monitoraggio e contrasto del fenomeno.
2. Falsi invalidi. Introdurre la rendita vitalizia nei risarcimenti per danni gravi alla persona al posto della liquidazione di capitale. Questo meccanismo smaschererebbe i numerosi casi di falsi invalidi. Regolarizzare, con la promulgazione del decreto ministeriale mancante in tema di danno alla persona, le invalidità permanenti dal 10% di IP al 100% di IP.
3. Aumento artificioso dei danni. Un malcostume, oramai di moda, reso possibile dai tempi lunghi di denuncia del sinistro (fino a 2 anni dopo l’evento). Basterebbe un bonus sulla polizza a chi favorisse l’intervento del perito in tempo reale sul campo del sinistro, o a chi documentasse fotograficamente il campo del sinistro.
4. Rendite di posizione. Sono tutti quei costi a favore degli studi legali, spesso non fatturati, perché inseriti nel sinistro e contabilizzati come spese accessorie. Basterebbe rilanciare la conciliazione ed inserire nel risarcimento diretto l’intervento di periti e medici terzi, la cui valutazione conclusiva impegni le parti. Tali meccanismi possono essere favoriti da abbattimenti del costo polizza. Tale meccanismi permetterebbero risparmi fino al 30% dei risarcimenti che potrebbero essere utilizzati per incentivare chi utilizza tale procedura.
5. Riparazione del veicolo. L’applicazione dell’art 14 del regolamento attuativo del risarcimento diretto è stato disatteso da sconti inesistenti a chi avesse favorito l’intervento ripartivo del veicolo dal proprio assicuratore. Anche ai fini della sicurezza della circolazione, realizzare un libretto di vettura che riporti ogni intervento riparativo eseguito sul veicolo con una foto del danno.
6. Servizio all’assicurato. Le compagnie devono, inoltre, dirci come intendono garantire il servizio a tutti quei contratti sottoscritti dai consumatori del sud considerate le numerose chiusure di agenzie ed uffici diretti in questi territori.

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