RC AUTO. Ania: nel 2005-2009 prezzi in calo

I prezzi dell’assicurazione rc auto nel quinquennio 2005-2009 sono diminuiti in media, al netto dell’inflazione, di oltre il 20%. Mentre a fine 2009 è iniziata la tendenza al rialzo. "Uno dei problemi principali in Italia nel settore rc auto resta la frequenza dei sinistri", cui si affianca l’impatto delle frodi. È quanto ha detto oggi Paolo Garonna, direttore generale dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) nella "Indagine conoscitiva sulle determinanti della dinamica del sistema dei prezzi e delle tariffe, sull’attività dei pubblici poteri e sulle ricadute sui cittadini consumatori" presentata in Senato presso la Commissione straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati.

Ha detto Garonna: "Si continua a dibattere di prezzi, come se gli stessi fossero indipendenti dai costi. Alcuni hanno persino sostenuto che i prezzi elevati della rc auto, soprattutto in alcune aree del paese, possano essere visti coma la causa di comportamenti illeciti (non adempiere all’obbligo assicurativo) mentre è vero il contrario, e cioè che le condizioni di illegalità e le speculazioni diffuse sono all’origine dei costi impropri che gravano sul sistema e sui consumatori". Per il direttore generale, invece, "la realtà italiana è che, a fronte di una significativa riduzione dei premi (complessivi e unitari) registrata tra il 2005 e il 2009, il numero dei sinistri accaduti e il costo dei risarcimenti non sono scesi in pari misura. Anzi, il costo complessivo dei sinistri ha mostrato nel triennio 2007-2009 una tendenza alla crescita".

Analizzando la tendenza dei prezzi dell’assicurazione rc nel quinquennio 2005-2009, l’Ania sottolinea che "a suo tempo l’indennizzo diretto, la tabellazione normativa delle invalidità fino al 9%, gli investimenti in sicurezza stradale hanno facilitato il contenimento della dinamica dei costi e permesso nel quinquennio 2005-2009, grazie anche ad una concorrenza tra imprese molto accesa, una riduzione dell’11,8% del prezzo medio pagato dagli assicurati". Nei cinque anni considerati, la riduzione del prezzo medio dell’assicurazione rc auto è stata pari a -1,5% nel 2005, -0,8% nel 2006, -2,7% nel 2007, -3,6% nel 2008 e -3,9% nel 2009. Dunque "in termini reali, ossia al netto dell’inflazione – pari nel periodo al 10,4% – il prezzo medio della copertura rc auto è diminuito nel quinquennio di oltre il 20%".

Ma nel 2009, su 100 euro di premi incassati le imprese ne hanno spesi 108: i prezzi sono scesi, afferma l’Ania, e il costo dei sinistri è aumentato. "Da qui – ha detto Garonna – la tendenza al rialzo dei prezzi che è iniziata a fine del 2009 e su cui ha inciso, inoltre, l’innalzamento dei massimali minimi di legge previsto dalla normativa europea. Nel 2010, sulla base dei dati finora disponibili, la somma complessivamente pagata dalla collettività per assicurarsi, espressa dai premi effettivamente incassati dalle compagnie, è aumentata del 4,5%".

L’Ania ha sottolineato il peso della frequenza degli incidenti nel settore rc auto. Ha detto Garonna: "Va evidenziato inoltre che l’aumento della frequenza sinistri è stato particolarmente accentuato in alcune aree del paese, dove il valore dell’indicatore ha superato, nel 2009, il 15%. In particolare sono 17 le province che presentano i valori della frequenza sinistri più elevati nel 2009 (oltre il 10%): di queste 14 sono dislocate al Sud. Dal 2007, fatta eccezione per poche province del Nord, aumenti della frequenza sinistri sono stati registrati in tutto il Centro-Sud dell’Italia. Napoli si conferma nel 2009 la città con la più alta frequenza sinistri (16,41%) con un aumento rispetto al 2007 di oltre il 40%. Con un valore di frequenza pari al 12,33% la seconda città più rischiosa è risultata essere Prato che ha registrato tuttavia un lieve miglioramento dell’indicatore rispetto al 2007 (-2,3%). Le città che hanno registrato dal 2007 gli incrementi maggiori di frequenza sinistri, oltre Napoli, sono state Caserta (+23,5%), Reggio Calabria (+17,9%) e Salerno (+17,1)".

Per l’Ania, c’è dunque una anomalia tutta italiana dovuta a "un diffuso fenomeno speculativo favorito da una legislazione e da un praticato giudiziario eccessivamente benevolente. Si concentra sui danni di lievissima entità (1-2 punti percentuali di invalidità). Queste pseudo-lesioni nel loro complesso rappresentano il 13,3% dei sinistri e oltre il 70% delle lesioni non gravi". E sulla frequenza dei sinistri pesa "la piaga delle frodi".

In relazione a quest’ultimo punto e all’agenzia pubblica per il contrasto delle frodi assicurative, per l’Ania "il d.d.l. in discussione alla Camera non centra l’obiettivo. L’iniziativa parlamentare di dar vita a un sistema di prevenzione delle frodi in assicurazione è da apprezzarsi come scelta politica, visto che si discuteva di un intervento di questa natura da oltre cinque anni. Tuttavia, l’articolazione del disegno di legge approvato dalla Commissione Finanze della Camera non risolve i problemi di fondo". Questo perché "si è in presenza quindi di un apparato meramente amministrativo, privo di quei concreti poteri investigativi e di quelle risorse di personale specializzato indispensabili per un sistema efficace. Crediamo – sostiene l’Ania – che il testo del disegno di legge debba essere opportunamente emendato e chiediamo sin d’ora l’opportunità di essere ascoltati dal Senato quando la proposta passerà al suo esame".

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