RC AUTO. Assicurazione con “rischio etnico”. Consumatori indignati

Un’inchiesta pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica delinea un quadro inquietante per il settore delle RC Auto: tariffe differenziate a seconda delle etnie. Richiedendo un preventivo ai call center e sui siti delle varie compagnie di assicurazione è emersa questa discriminazione legata alla nazionalità.

"Ma a quale livello di barbarie siamo giunti – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, Presidenti di Adusbef e Federconsumatori – con l’ immissione sul mercato di polizze RC Auto che tengono conto del rischio etnico". Per assurdità, di questo passo si finirà per inserire anche un "rischio religioso", facendo pagare di più le tariffe a chi è buddista piuttosto che cattolico. E probabilmente, vai dicendo, tra un cattolico praticante ed uno no.

"Al di là dell’indignazione che ci suscita questa vera e propria discriminazione – aggiungono i due Presidenti – è ora di mettere in campo strumenti concreti che contrastino in maniera determinata un’idea scellerata come questa, che non ha alcuna giustificazione. Chi tenta di trovare una scusante in base alla legge di liberalizzazione del settore, sostenendo che si può superare questa indegna questione attraverso una scelta diversa della compagnia assicurativa, sarebbe meglio cambiasse mestiere. Altrettanto dovrebbe fare chi tace su queste procedure, come sembra fare l’Isvap in base al resoconto dello stesso quotidiano".

Di fronte a questa gravissima mancanza dell’istituto di controllo, che dovrebbe far cessare immediatamente questo vergognoso meccanismo, Adusbef e Federconsumatori denunceranno all’Antitrust questa operazione come "pratica commerciale scorretta", e metteranno inoltre in campo ogni iniziativa di forte contrasto a questa indegna pratica.

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