RC AUTO. Audizione Antitrust: poca concorrenza e prezzi troppo alti

Il presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà torna a puntare i riflettori sull’rc auto e sottolinea come l’insieme dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi anni "non sembra aver sortito i miglioramenti attesi". La concorrenza è insufficiente e i prezzi sono infatti aumentati. L’occasione è stata l’audizione dell’Autorità alla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, davanti alla quale Catricalà ha ripercorso le ragioni che hanno portato all’apertura di un’indagine lo scorso maggio. Già in apertura di discorso, Catricalà ha sottolineato che "nonostante l’inizio della liberalizzazione sia stato decretato, in attuazione del diritto comunitario, fin dal 1994, non si è attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si è avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi".

Incide l’asimmetria informativa a svantaggio dei consumatori, che tendono ad affidarsi a intermediari, mentre l’avvio della distribuzione tramite internet ha rappresentato un vantaggio parziale perché in generale si tratta delle stesse compagnie che operano attraverso i canali tradizionali. Bisogna capire, argomenta l’Antitrust, come sta funzionando il sistema del risarcimento diretto insieme a tutte le novità a esso collegate, perché invece di una riduzione dei prezzi "si sono registrati fenomeni di sensibile incremento dei premi specie per determinate categorie di utenti e di veicoli". Catricalà ricorda le denunce delle associazioni dei Consumatori, che parlano di aumenti di oltre il 20-30%, e i dati Eurostat che segnalano per il periodo giugno 2009-giugno 2010 una variazione media per l’Italia del 7,7% a fronte una media per l’area euro del 5,4%.

C’è poi "il problema delle modalità poco trasparenti con cui gli incrementi di premio sono resi noti ai consumatori". E si segnala il fenomeno "del cosiddetto ‘abbandono’ di intere aree del Paese da parte di compagnie di primo piano, le quali sembrano, a volte, proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre".

C’è anche un altro fenomeno segnalato da Catricalà: "Le imprese assicurative, come in genere gli operatori finanziari, risultano legate tra lodo da cointeressenze che si esprimono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti".

PDF: L’audizione dell’Antitrust

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