RC AUTO. Consumatori: bene decisione dell’Antitrust, polizze in continuo aumento

A poche ore dalla notizia della decisione, da parte dell’Antitrust, di aprire un’indagine conoscitiva sul settore dell’Rc Auto, sono arrivati i commenti positivi delle Associazioni dei consumatori. "L’apertura dell’indagine dell’Antitrust sulle polizze Rc Auto è un’ottima notizia, e accoglie in pieno le nostre denunce reiterate nel tempo – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che sottolinea – i mancati ribassi che sarebbero dovuti avvenire dopo l’introduzione dell’indennizzo diretto e della patente a punti, la quale ha prodotto un significativo calo degli incidenti stradali. Invece – continua Rienzi – i costi delle polizze sono cresciuti negli ultimi 15 anni (dal 1994 al 2009) del 155%, una anomalia tutta italiana e che fa nascere più di un sospetto". "Se dall’indagine dell’Antitrust dovessero emergere irregolarità o cartelli tesi a mantenere alte le tariffe, sarà inevitabile una class action contro le compagnie di assicurazioni colpevoli, e la richiesta di commissariamento nei loro confronti. E stavolta – conclude Carlo Rienzi – nemmeno il Governo potrà salvarle attraverso decreti-truffa o altri escamotage".

L’Adoc esprime apprezzamento per l’avvio dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust e denuncia aumenti delle polizze auto tra il 15 e il 18% negli ultimi 4 anni. "L’incidentalità è effettivamente calata – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rientrando nella media europea. Basti pensare che nei tratti autostradali con Tutor la media si è abbassata del 19%. Le alte tariffe delle polizze Rc Auto determinano serie difficoltà per le famiglie colpite dalla crisi economica e occupazionale".

"Bene che l’Antitrust apra un’indagine sulle tariffe dell’Rc Auto – dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, Presidenti di Adusbef e Federconsumatori – E’ insopportabile che malgrado le norme che avrebbero dovuto ridurre le tariffe per via della semplificazione, da un lato delle procedure di risarcimento e dall’altro quelle relative ai contenziosi legali, le stesse siano aumentate in maniera inverosimile per il 2010 del 15%, con un aumento di 130 euro a polizza, che incideranno pesantemente nelle tasche dei cittadini, il cui potere d’acquisto è oggi ridotto ai minimi termini. Bisogna intervenire attraverso verifiche e controlli in questo delicato settore che coinvolge la totalità delle famiglie italiane".

Secondo le due Associazioni dei consumatori i costi medi delle tariffe obbligatorie Rc Auto in questi 15 anni (1994-2009) sono più che raddoppiati passando da 391 euro del 2004 a 995 euro nel 2009, con una incidenza di valore di +604 euro ed una percentuale del +155,1 %. Con i dati 2010 si arriverebbe al 170% con un aumento complessivo dal 1994 di ben 734 euro.

Il Movimento Consumatori definisce opportuna la decisione dell’Antitrust. "Il mercato dell’Rc Auto – spiega Lorenzo Miozzi, Presidente del Movimento Consumatori – è drogato da continui aumenti ingiustificati. Negli ultimi quindici anni c’è stata un’impennata di ben il 170%. Che fine hanno fatto l’indennizzo diretto, gli agenti plurimandatari introdotti da Bersani? Questi provvedimenti, che dovevano garantire la diminuzione dei prezzi delle polizze, sembra non abbiano trovato spazio. Inoltre, la comparazione dei prezzi delle polizze on line – continua Miozzi – servizio messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, è carente di informazioni e non aiuta quindi nella scelta più conveniente. Il risultato è che, dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema, l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata. Anzi. Ben venga, quindi, questa indagine, per fare maggiore chiarezza in un settore che costa sempre più ai consumatori e che incide in maniera negativa sul bilancio delle famiglie già in crisi".

Adiconsum annuncia che seguirà con attenzione l’indagine dell’Antitrust. "C’è bisogno di trasparenza – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – anche le tariffe che vengono comparate nel preventivatore Rc auto dell’Isvap non risultano essere quelle effettive. Così facendo si è azzerata l’efficacia di questo strumento costringendo i consumatori a ritornare alla vecchia prassi del giro delle 7 chiese per scovare la polizza più conveniente. Neanche il risarcimento diretto – conclude Landi – aldilà della riduzione dei sinistri, non ha prodotto significativi vantaggi per i consumatori. Ne sono riprova gli aumenti del settore nonostante un’inflazione zero".

 

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